Virgolette: quando si usano, tipi ed esempi

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Le virgolette sono i segni di punteggiatura che racchiudono una citazione, un discorso diretto, il titolo di un’opera o una parola usata in senso particolare. In italiano esistono tre tipi di virgolette (« », ” ” e ‘ ‘) e sapere quando usarle rende la scrittura più chiara e precisa. In questa guida vediamo che cosa sono le virgolette, quali tipi esistono, quando si usano, con regole, esempi ed esercizi con soluzioni.

Risposta rapida: le virgolette servono a segnalare che alcune parole non sono “normali”, ma citate, riportate o usate in modo speciale. Si usano per il discorso diretto («Disse: «Arrivo subito»»), per le citazioni, per i titoli di articoli o capitoli e per dare a una parola un senso ironico o particolare. Le virgolette basse « » (dette caporali) sono le più usate nei testi in italiano.

Che cosa sono le virgolette

Le virgolette sono un segno di punteggiatura doppio: si aprono e si chiudono, racchiudendo una porzione di testo. La loro funzione è isolare alcune parole dal resto della frase per segnalare che vanno lette in modo diverso: perché sono le parole esatte di qualcuno, perché sono citate da un’altra fonte, o perché l’autore vuole prenderne le distanze. A differenza degli altri segni, le virgolette non indicano una pausa: servono a marcare un contenuto. Per questo sono importanti nel discorso diretto e in tutti i testi in cui si riportano le parole altrui.

I tre tipi di virgolette in italiano

In italiano si usano tre tipi di virgolette, con nomi e usi leggermente diversi. La tabella li riassume.

Tipo Segno Nome Uso principale
Basse / doppie « » caporali o sergenti discorso diretto, citazioni: è la forma preferita nei testi editoriali italiani
Alte / doppie ” “ virgolette inglesi o doppie alte citazioni interne, titoli, parole in senso particolare; molto usate nella scrittura digitale
Semplici / apici ‘ ‘ apici o virgolette semplici una citazione dentro un’altra citazione, o il significato di una parola

Regola pratica: nei testi curati si usano le caporali « » per il livello principale; se dentro la citazione ce n’è un’altra, si passa alle alte ” ” o agli apici ‘ ‘. Nella scrittura veloce al computer, dove le caporali sono meno immediate da digitare, sono accettate anche le virgolette alte ” “.

Quando si usano le virgolette

  • Discorso diretto: per riportare le parole esatte di qualcuno. «Marco disse: «Ho finito»».
  • Citazioni: per riportare una frase presa da un libro, un articolo o un autore. Come scriveva Calvino: «Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire».
  • Titoli di articoli, poesie, capitoli o canzoni: ho letto l’articolo «La lingua italiana oggi».
  • Parole in senso particolare o ironico: il suo “aiuto” ha solo peggiorato le cose.
  • Parole straniere o tecniche che si vogliono evidenziare: la parola “spread” è ormai comune.
  • Significato di una parola: il termine “casa” indica ‘abitazione’.

Le virgolette nel discorso diretto

L’uso più frequente delle virgolette è il discorso diretto, cioè quando si riportano le parole esatte di una persona. Di solito la frase che introduce il discorso termina con i due punti, e le parole riportate iniziano con la maiuscola dentro le virgolette:

  • La professoressa disse: «Aprite il libro a pagina venti».
  • Anna rispose: «Non posso venire domani».

In alternativa alle virgolette, nei dialoghi dei racconti e dei romanzi si usa spesso il trattino lungo (—) a inizio battuta. Le virgolette caporali restano però la scelta più comune nei testi in prosa, nelle citazioni e nella produzione scritta d’esame.

La punteggiatura con le virgolette

Una domanda frequente è dove mettere la punteggiatura rispetto alle virgolette. La regola generale in italiano: la punteggiatura della frase principale va fuori dalle virgolette, mentre quella che appartiene alla citazione va dentro.

  • Frase principale: Ha detto che era «molto stanco».
  • Domanda dentro la citazione: Mi chiese: «Hai capito?».
  • Esclamazione dentro la citazione: Gridò: «Attento!».

Quando la citazione chiude la frase, il punto finale si mette dopo le virgolette di chiusura: Disse che sarebbe tornato «tra poco».

Esempi con le virgolette

  • Il titolo del film è «La vita è bella».
  • Mi ha detto: «Ti aspetto alle otto».
  • La parola “gentile” viene dal latino gentilis.
  • Ha usato un tono “amichevole” che amichevole non era.
  • Nel testo si legge: «L’acqua è essenziale per la vita».
  • Il capitolo si intitola «Le origini della lingua».
  • Rispose soltanto: «Vedremo».
  • Il termine “input” è ormai entrato nell’uso comune.
  • Come dice il proverbio: «Chi va piano va sano e va lontano».

Esercizi sulle virgolette

Aggiungi le virgolette dove servono e indica quali parole vanno racchiuse.

  1. Il professore disse: Aprite il quaderno.
  2. Ho letto l’articolo intitolato La lingua del futuro.
  3. Il suo aiuto è stato più un ostacolo che un vantaggio.
  4. Anna rispose: Non lo so ancora.
  5. La parola libro deriva dal latino.
  6. Come scriveva Dante: Fatti non foste a viver come bruti.

Soluzioni degli esercizi

  1. Il professore disse: «Aprite il quaderno». (discorso diretto: virgolette caporali)
  2. Ho letto l’articolo intitolato «La lingua del futuro». (titolo di un articolo)
  3. Il suo “aiuto” è stato più un ostacolo che un vantaggio. (senso ironico)
  4. Anna rispose: «Non lo so ancora». (discorso diretto)
  5. La parola “libro” deriva dal latino. (parola citata come parola)
  6. Come scriveva Dante: «Fatti non foste a viver come bruti». (citazione)

Errori comuni con le virgolette

  • Dimenticare di chiudere le virgolette: le virgolette si aprono e si chiudono sempre, come le parentesi. ❌ Disse: «Arrivo → ✅ Disse: «Arrivo».
  • Mettere il punto dentro le virgolette quando appartiene alla frase principale: ❌ Ha detto che era «stanco.» → ✅ Ha detto che era «stanco».
  • Mescolare i tipi di virgolette senza criterio (aprire con « e chiudere con “): mantieni lo stesso tipo per l’apertura e la chiusura.
  • Usare le virgolette per enfatizzare parole normali: per l’enfasi si usa il corsivo o il grassetto, non le virgolette, che darebbero un senso ironico o di distacco.

Le virgolette nella produzione scritta del CILS

Nella produzione scritta di un esame come il CILS, l’uso corretto delle virgolette rientra nella valutazione dell’ortografia e della punteggiatura. Servono soprattutto quando si riporta un’opinione altrui, si cita una fonte o si scrive un testo che contiene un breve dialogo. Usarle in modo coerente — aprire e chiudere sempre, scegliere un solo tipo, collocare bene la punteggiatura — trasmette l’immagine di una scrittura curata e sicura. Per rivedere le altre regole di scrittura utili all’esame, consulta la nostra guida all’ortografia italiana e la lezione sui due punti, spesso usati proprio per introdurre il discorso diretto tra virgolette.

Domande frequenti sulle virgolette

Quali virgolette si usano in italiano?

Tre tipi: le caporali basse « » (le più usate nei testi editoriali), le alte doppie ” ” e gli apici semplici ‘ ‘. Le caporali sono la scelta preferita per discorso diretto e citazioni.

Quando si usano le virgolette?

Per il discorso diretto, le citazioni, i titoli di articoli o capitoli, le parole usate in senso ironico o particolare e i termini stranieri o tecnici da evidenziare.

Come si chiamano le virgolette basse « »?

Si chiamano caporali (o sergenti). Sono la forma più tradizionale e diffusa nei testi in italiano.

La punteggiatura va dentro o fuori le virgolette?

La punteggiatura della frase principale va fuori dalle virgolette; quella che appartiene alla citazione (un punto interrogativo o esclamativo interno) va dentro.

Si usa la maiuscola dopo le virgolette di apertura?

Sì, quando le virgolette introducono un discorso diretto: «Arrivo subito». Nelle parole citate o nei termini evidenziati si mantiene invece la minuscola.

Come si scrivono le virgolette caporali « » sulla tastiera?

Sul computer si possono inserire con combinazioni di tasti o con la funzione simboli; molti programmi di scrittura le inseriscono in automatico. In alternativa sono accettate le virgolette alte ” “.

Che differenza c’è tra virgolette e corsivo?

Le virgolette segnalano una citazione o un uso particolare di una parola; il corsivo si usa per i titoli di libri e opere, per le parole straniere e per l’enfasi. Non vanno confusi: per enfatizzare una parola normale si preferisce il corsivo.

Vedi anche: le lezioni sui due punti e sul punto e virgola, e la guida completa all’ortografia italiana.

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Saper usare le virgolette con precisione è un dettaglio che rende ogni testo più chiaro e professionale, dal messaggio di lavoro alla prova scritta d’esame. Con un po’ di pratica imparerai a scegliere il tipo giusto e a collocare bene la punteggiatura. Scopri i corsi di Learn Italian With Annalisa per allenare la punteggiatura e la scrittura con esercizi guidati e correzioni personalizzate: vai ai corsi di italiano →

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