L’ortografia italiana è l’insieme delle regole che stabiliscono come si scrivono correttamente le parole: gli accenti, l’apostrofo, le doppie, la divisione in sillabe e la punteggiatura. Scrivere senza errori è un segno di cura, importante in un’email di lavoro, in un testo formale o all’esame. Questa guida raccoglie e organizza tutte le lezioni di ortografia del sito, con le risposte ai dubbi più frequenti e i link agli approfondimenti.
Indice
Risposta rapida: i dubbi ortografici più comuni riguardano l’apostrofo (qual è, d’accordo, tuttora), le doppie e il raddoppiamento (soprattutto, obiettivo/obbiettivo) e la divisione in sillabe. La regola d’oro: distinguere l’elisione (vocale che cade davanti a vocale, vuole l’apostrofo) dal troncamento (vocale che cade anche davanti a consonante, non vuole l’apostrofo).
Perché l’ortografia è importante
Un errore di ortografia si nota subito e può dare un’impressione di trascuratezza, anche in un testo ben scritto. Curare gli accenti, l’apostrofo e le doppie rende la scrittura più professionale e chiara. Per chi studia l’italiano o prepara una certificazione come il CILS, l’ortografia rientra nella valutazione della produzione scritta: sapere quando serve l’apostrofo o quale forma scegliere fa davvero la differenza.
I dubbi ortografici più comuni
Alcune parole generano dubbi ricorrenti su come si scrivono. Ecco le lezioni dedicate ai casi più frequenti, ognuna con la regola, gli esempi e gli esercizi:
- Qual è o qual’è — senza apostrofo (troncamento)
- D’accordo o daccordo — con l’apostrofo (elisione di «di»)
- Tuttora o tutt’ora — unito, senza apostrofo
- Soprattutto o sopratutto — con due t (raddoppiamento)
- Obbiettivo o obiettivo — entrambe corrette, «obiettivo» consigliata
L’apostrofo e l’elisione
Molti dubbi nascono dall’apostrofo. L’apostrofo segnala un’elisione, cioè la caduta di una vocale davanti a un’altra vocale: «l’amico», «un’ora», «d’accordo», «com’è», «dov’è». Non si usa invece nel troncamento, la caduta di una vocale o sillaba anche davanti a consonante: «qual è», «buon giorno», «san Marco». Il test più semplice: se la parola può stare anche davanti a consonante, è un troncamento e non vuole l’apostrofo. Vedi la lezione dedicata su elisione e troncamento. Approfondisci con le lezioni su qual è o qual’è e d’accordo o daccordo.
Le doppie e il raddoppiamento
Un altro gruppo di dubbi riguarda le consonanti doppie. Nelle parole composte con certi prefissi, la consonante iniziale del secondo elemento raddoppia: sopra + tutto = soprattutto, da + vero = davvero, ne + meno = nemmeno, e + pure = eppure. In altri casi convivono due grafie corrette, come obiettivo e obbiettivo. Vedi le lezioni su soprattutto o sopratutto e obbiettivo o obiettivo.
La divisione in sillabe
Saper dividere le parole in sillabe serve per andare a capo, per la metrica e per una pronuncia più sicura. Le regole principali: una consonante singola va con la vocale seguente (ca-sa), le doppie si dividono (gat-to), i digrammi restano uniti (ra-gno), i dittonghi non si dividono (uo-mo). Tutti i dettagli nella lezione sulla divisione in sillabe e, per la pronuncia delle vocali vicine, nella lezione su dittongo e iato.
Gli accenti: acuto e grave
L’accento grafico si scrive sulla vocale finale delle parole tronche (accentate sull’ultima sillaba): città, però, caffè, virtù, lunedì. In italiano esistono due accenti: l’accento grave (à, è, ì, ò, ù), il più comune, e l’accento acuto, che si usa soprattutto sulla e chiusa di alcune parole: perché, poiché, affinché, né, sé. Un errore frequente è scrivere «perchè» con l’accento grave: la forma corretta è «perché» con l’accento acuto. L’accento si mette anche su alcuni monosillabi per distinguerli da altri: è (verbo) / e (congiunzione), là (luogo) / la (articolo), sì (affermazione) / si (pronome).
La punteggiatura
La punteggiatura organizza il testo e ne guida la lettura. I segni principali sono il punto (chiude la frase), la virgola (separa gli elementi e le pause brevi), il punto e virgola (pausa intermedia tra virgola e punto), i due punti (introducono una spiegazione, un elenco o un discorso), il punto interrogativo ed esclamativo, le virgolette (per le citazioni e il discorso diretto). Usare bene la punteggiatura rende il testo chiaro e scorrevole, un aspetto molto valutato nella produzione scritta. Approfondisci con le lezioni su quando usare il punto e virgola , i due punti e le virgolette.
I cinque errori ortografici più comuni
Alcuni errori tornano con grande frequenza. La tabella qui sotto riassume i più diffusi, con la forma sbagliata e quella corretta.
| Errore frequente | ❌ Sbagliato | ✅ Corretto |
|---|---|---|
| Apostrofo con «qual» (troncamento) | qual’è | qual è |
| Locuzione «di + accordo» | daccordo | d’accordo |
| Raddoppiamento in parola composta | sopratutto | soprattutto |
| Avverbio «ancora adesso» | tutt’ora | tuttora |
| Accento invece dell’apostrofo | un pò | un po’ |
Le lettere maiuscole
Anche l’uso delle maiuscole fa parte dell’ortografia. Si usa la maiuscola all’inizio di frase, dopo il punto, nei nomi propri di persona, città e nazioni (Marco, Roma, Italia), nei nomi di enti e festività (Natale, Pasqua) e all’inizio del discorso diretto. Si usa invece la minuscola per i giorni della settimana e i mesi (lunedì, gennaio), per le lingue e i popoli (l’italiano, gli italiani) e per i titoli seguiti dal nome (il signor Rossi, il presidente). Un errore comune è mettere la maiuscola ai mesi o ai giorni, come in inglese: in italiano vanno in minuscolo.
Come migliorare la propria ortografia
L’ortografia si migliora con la lettura e la pratica: più leggi testi curati, più memorizzi la forma corretta delle parole. Quando hai un dubbio, fermati e applica la regola (elisione o troncamento? raddoppiamento?), oppure consulta un dizionario affidabile. Rileggere sempre ciò che scrivi, prestando attenzione ad accenti e apostrofi, è l’abitudine più efficace per non lasciare errori. La grammatica e l’ortografia lavorano insieme: vedi anche la nostra guida alla grammatica italiana.
Domande frequenti sull’ortografia italiana
Che cos’è l’ortografia?
È l’insieme delle regole che stabiliscono come si scrivono correttamente le parole: accenti, apostrofo, doppie, divisione in sillabe, punteggiatura.
Quando si usa l’apostrofo?
Nell’elisione, cioè quando una vocale cade davanti a un’altra vocale: l’amico, un’ora, d’accordo. Non nel troncamento (qual è, buon giorno).
Qual è la differenza tra elisione e troncamento?
L’elisione è la caduta di una vocale davanti a vocale e vuole l’apostrofo; il troncamento è la caduta anche davanti a consonante e non lo vuole.
Come si migliora l’ortografia?
Leggendo testi curati, applicando le regole nei casi dubbi, consultando il dizionario e rileggendo sempre ciò che si scrive.
L’ortografia conta all’esame CILS?
Sì: rientra nella valutazione della produzione scritta, insieme alla grammatica e al lessico.
Si scrive “perché” o “perchè”?
Si scrive «perché» con l’accento acuto sulla e. La forma «perchè» con l’accento grave è un errore. Lo stesso vale per poiché, affinché, né, sé.
Quando si mette l’accento sui monosillabi?
Su alcuni monosillabi per distinguerli da altri uguali: è/e, là/la, lì/li, sì/si, dà/da, né/ne, sé/se. In questi casi l’accento cambia il significato.
Vedi anche: la guida alla grammatica italiana per il CILS, per completare le regole della lingua scritta.
Migliora l’ortografia e la scrittura con un metodo
Questa guida ti dà la mappa dei dubbi ortografici più comuni e delle regole per risolverli. Il passo successivo è mettere tutto in pratica con esercizi e correzioni. I corsi di Learn Italian With Annalisa ti aiutano a scrivere in modo corretto e curato, in vista di un esame o per lavoro: vai ai corsi di italiano →
