Reddito per la cittadinanza italiana: soglie e requisiti (2026)

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Il reddito per la cittadinanza italiana è uno dei requisiti più importanti per chi presenta la domanda per residenza: bisogna dimostrare di avere redditi sufficienti negli ultimi anni. Capire quali sono le soglie, quali redditi valgono e come si calcolano con i familiari a carico ti aiuta a preparare una domanda solida. In questa guida vediamo le soglie aggiornate, i documenti e gli errori da evitare.

Risposta rapida: per la cittadinanza per residenza il richiedente deve dimostrare un reddito minimo negli ultimi 3 anni. Le soglie di riferimento sono: 8.263,31 € l’anno per il singolo richiedente, 11.362,05 € in presenza di coniuge a carico, con un’aggiunta di 516,46 € per ogni figlio a carico. Il requisito del reddito non è richiesto per la cittadinanza per matrimonio.

Perché serve il reddito

Per la cittadinanza per residenza (naturalizzazione), lo Stato chiede di dimostrare una certa autonomia economica: il richiedente deve provare di avere redditi sufficienti a mantenersi. Il reddito si valuta sugli ultimi 3 anni precedenti la domanda, sulla base del reddito imponibile IRPEF. È un requisito che, insieme alla residenza legale e alla conoscenza dell’italiano, dimostra un legame stabile con il Paese.

Le soglie di reddito

Le soglie minime di reddito sono parametrate all’importo dell’assegno sociale e variano in base alla composizione del nucleo familiare.

Situazione familiare Reddito minimo annuo
Richiedente singolo 8.263,31 €
Con coniuge a carico 11.362,05 €
Per ogni figlio a carico + 516,46 €

Queste soglie sono soggette a rivalutazione ISTAT, di solito a gennaio: conviene verificare l’importo aggiornato al momento della domanda.

Quali redditi valgono

Si considera il reddito imponibile IRPEF risultante dalle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 3 anni. Se il richiedente fa parte di un nucleo familiare, può sommare i redditi del coniuge e dei figli conviventi iscritti nello stesso stato di famiglia, allegando le loro dichiarazioni fiscali. In questo modo, anche chi ha un reddito personale non elevato può raggiungere la soglia richiesta sommando quello dei familiari conviventi.

Il reddito deve permanere fino al giuramento

Un aspetto spesso sottovalutato è che il requisito reddituale non riguarda solo il momento della domanda: il reddito deve mantenersi per tutta la durata del procedimento, fino al giuramento finale. La Prefettura può verificare la situazione economica anche a distanza di tempo. Per questo è importante conservare una situazione reddituale stabile durante i mesi di attesa. Sul passo finale, vedi la guida al giuramento di cittadinanza italiana.

Reddito e cittadinanza per matrimonio

Il requisito del reddito riguarda solo la cittadinanza per residenza. Per la cittadinanza per matrimonio (o unione civile) non è richiesta la prova dei redditi: contano invece la validità e la durata del matrimonio e gli altri requisiti, come la conoscenza dell’italiano a livello B1. È una differenza importante da tenere presente quando si sceglie la via più adatta alla propria situazione.

Come si dimostra il reddito

Il reddito si dimostra attraverso le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni: modello 730, modello Redditi (ex Unico) o Certificazione Unica (CU), a seconda del tipo di lavoro. Conta il reddito imponibile IRPEF, cioè quello su cui si calcolano le imposte, non il fatturato lordo. Vanno bene i redditi da lavoro dipendente, da lavoro autonomo e altri redditi dichiarati. Chi fa parte di un nucleo familiare può sommare i redditi del coniuge e dei figli conviventi, allegando le loro dichiarazioni: in questo modo si raggiunge più facilmente la soglia richiesta. È fondamentale che i redditi siano regolarmente dichiarati: redditi non dichiarati non possono essere considerati.

Se il reddito non basta

Se in uno degli ultimi tre anni il reddito è stato inferiore alla soglia, non tutto è perduto. In primo luogo si possono sommare i redditi dei familiari conviventi, che spesso permettono di superare il limite. In secondo luogo, la valutazione guarda al quadro complessivo dei tre anni: un anno più debole può essere compensato dagli altri. Se la situazione reddituale è ancora insufficiente, in genere conviene attendere di avere tre annualità che rispettino la soglia prima di presentare la domanda, per non rischiare un diniego. Ricorda inoltre che il reddito deve permanere fino al giuramento: non basta rispettarlo al momento della domanda. Pianificare con attenzione la propria posizione reddituale è quindi parte importante della preparazione alla cittadinanza.

Reddito e assegno sociale

Le soglie di reddito per la cittadinanza non sono fissate a caso: sono parametrate all’assegno sociale, la prestazione economica di base prevista dal sistema di welfare italiano. Per questo motivo gli importi vengono rivalutati ogni anno, di solito a gennaio, in base agli indici ISTAT. La soglia di riferimento di 8.263,31 € per il singolo corrisponde storicamente al livello dell’assegno sociale annuo; le altre soglie (con coniuge, con figli) si costruiscono aggiungendo importi collegati agli oneri familiari. Questo significa due cose pratiche. Primo: conviene sempre verificare l’importo aggiornato all’anno in cui si presenta la domanda, perché le cifre possono variare. Secondo: la logica del requisito non è chiedere un reddito alto, ma dimostrare una sufficiente autonomia economica, cioè che il richiedente non gravi sull’assistenza pubblica. Tenere presente questo aiuta a capire come impostare la documentazione reddituale nel modo più efficace.

Errori comuni con il reddito

  • Considerare un solo anno: servono i redditi degli ultimi 3 anni.
  • Usare soglie non aggiornate: gli importi si rivalutano ogni anno.
  • Non sommare i redditi dei familiari conviventi quando è possibile.
  • Lasciar calare il reddito durante l’attesa, quando invece deve permanere fino al giuramento.

Domande frequenti sul reddito per la cittadinanza

Qual è il reddito minimo per la cittadinanza italiana?

Per la cittadinanza per residenza: 8.263,31 € l’anno per il singolo, 11.362,05 € con coniuge a carico, più 516,46 € per ogni figlio a carico.

Su quanti anni si calcola il reddito?

Sugli ultimi 3 anni precedenti la domanda, in base al reddito imponibile IRPEF.

Si possono sommare i redditi della famiglia?

Sì: si possono sommare i redditi del coniuge e dei figli conviventi iscritti nello stesso stato di famiglia.

Serve il reddito per la cittadinanza per matrimonio?

No: il requisito reddituale riguarda solo la cittadinanza per residenza, non quella per matrimonio.

Le soglie cambiano ogni anno?

Sì: sono parametrate all’assegno sociale e soggette a rivalutazione ISTAT, di solito a gennaio.

Il reddito va mantenuto fino alla fine?

Sì: deve permanere per tutta la durata del procedimento, fino al giuramento.

Nota: gli importi indicati sono soggetti a rivalutazione annuale e le regole possono cambiare. Verifica sempre le soglie aggiornate sul sito del Ministero dell’Interno.

Vedi anche: le guide sui documenti per la cittadinanza italiana e su cittadinanza per residenza.

Prepara il requisito linguistico B1

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