Cittadinanza italiana per matrimonio: requisiti, documenti e domanda

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La cittadinanza italiana per matrimonio è una delle vie più richieste da chi ha sposato un cittadino italiano. In questa guida vediamo quanti anni servono, il requisito della certificazione di italiano B1, i documenti necessari, i costi e come si presenta la domanda. Informazioni a scopo informativo, aggiornate al 2026: verifica sempre sulle fonti ufficiali.

Risposta rapida: puoi chiedere la cittadinanza italiana per matrimonio dopo 2 anni di residenza in Italia dal matrimonio (o 3 anni se risiedi all’estero); i termini si dimezzano in presenza di figli. È richiesta una certificazione di italiano di livello B1. La domanda si presenta online sul portale ALI del Ministero dell’Interno.

Requisiti per la cittadinanza per matrimonio

Il requisito principale è essere coniugato o unito civilmente con un cittadino italiano. I tempi previsti sono:

  • 2 anni di residenza legale in Italia dopo il matrimonio;
  • 3 anni se si risiede all’estero;
  • i termini si riducono della metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.

Al momento della domanda il matrimonio deve essere valido e il vincolo non deve essersi sciolto. Per confrontare questa via con le altre, leggi la guida su come ottenere la cittadinanza italiana.

Il requisito linguistico: la certificazione B1

Dal 2018 anche per la via per matrimonio è obbligatorio dimostrare una conoscenza dell’italiano almeno pari al livello B1 del QCER. L’attestato deve essere rilasciato da un ente riconosciuto (CILS, CELI, PLIDA, CERT-IT) e una certificazione superiore è automaticamente valida. Chi ha un titolo di studio italiano può essere esonerato. Per prepararti, vedi la guida al CILS B1 Cittadinanza.

I documenti necessari

  • certificato di nascita tradotto e legalizzato;
  • casellario giudiziale del Paese d’origine;
  • atto di matrimonio;
  • permesso di soggiorno (se residente in Italia);
  • certificazione linguistica B1;
  • ricevuta del contributo di 250 euro e marca da bollo da 16 euro.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta esclusivamente online sul portale ALI del Ministero dell’Interno, con accesso tramite SPID o CIE, selezionando il modulo per matrimonio. Dopo l’invio, la pratica riceve un codice identificativo per seguirne lo stato. I tempi previsti dalla legge sono di norma fino a 24 mesi.

Matrimonio celebrato all’estero e trascrizione

Se il matrimonio è stato celebrato all’estero, deve essere trascritto nei registri dello stato civile italiano perché sia valido ai fini della domanda. La trascrizione avviene tramite il Comune italiano competente o il Consolato, ed è un passaggio da non trascurare: senza trascrizione la domanda non può essere accolta. Anche l’atto di matrimonio straniero va tradotto e legalizzato (o munito di apostille) secondo le regole del Paese di celebrazione.

Unione civile e coppie dello stesso sesso

La via per matrimonio vale anche per le unioni civili registrate in Italia con un cittadino italiano. I requisiti di residenza e la certificazione B1 sono gli stessi previsti per il matrimonio.

Le cause di rigetto più frequenti

Le domande per matrimonio vengono respinte più spesso per:

  • scioglimento del vincolo (separazione o divorzio) prima della concessione;
  • matrimonio non trascritto in Italia;
  • mancanza della certificazione linguistica B1;
  • documenti scaduti, non tradotti o non legalizzati;
  • precedenti penali ostativi.

Controllare questi punti prima dell’invio riduce molto il rischio di ritardi.

I tempi della pratica e come seguirla

Dopo l’invio della domanda sul portale ALI, la pratica riceve un codice identificativo che permette di seguirne lo stato di avanzamento online. I tempi previsti dalla legge sono di norma fino a 24 mesi, con possibilità di estensione nei casi più complessi. Durante l’istruttoria la Prefettura può richiedere integrazioni documentali: è importante rispondere entro i termini indicati, perché la mancata risposta può bloccare la pratica. Conviene quindi controllare periodicamente lo stato della domanda e tenere aggiornati i propri recapiti. Una volta accolta la domanda, l’ultimo passo è il giuramento davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune, dopo il quale la cittadinanza diventa effettiva.

Domande frequenti sulla cittadinanza italiana per matrimonio

Quanti anni di matrimonio servono per la cittadinanza?

2 anni di residenza in Italia dal matrimonio, oppure 3 anni se si risiede all’estero. Con figli i termini si dimezzano.

Serve il B1 per la cittadinanza per matrimonio?

Sì, è obbligatoria la certificazione di italiano di livello B1 (o superiore).

Quanto costa la domanda?

Il contributo è di 250 euro, più una marca da bollo da 16 euro, tramite PagoPA.

Cosa succede in caso di separazione o divorzio?

Il vincolo matrimoniale deve essere valido al momento della domanda e della concessione: separazione o divorzio possono precludere questa via.

Quanto tempo ci vuole?

I tempi previsti dalla legge sono di norma fino a 24 mesi dalla presentazione della domanda.

Il matrimonio celebrato all’estero va trascritto?

Sì. Il matrimonio celebrato all’estero deve essere trascritto nei registri dello stato civile italiano perché la domanda possa essere accolta.

Vale anche per le unioni civili?

Sì. La via per matrimonio si applica anche alle unioni civili registrate in Italia con un cittadino italiano, con gli stessi requisiti.

Cosa succede se divorzio prima della concessione?

Il vincolo deve essere valido fino alla concessione: separazione o divorzio prima di quel momento possono precludere la cittadinanza per matrimonio.

La convivenza vale come il matrimonio?

No. Questa via richiede un matrimonio o un’unione civile: la semplice convivenza non dà diritto alla cittadinanza per matrimonio.

Quanto costa la domanda di cittadinanza per matrimonio?

Il contributo è di 250 euro, a cui si aggiunge una marca da bollo da 16 euro, pagabili tramite PagoPA.

Dove si presta il giuramento?

Il giuramento si presta davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza, dopo l’accoglimento della domanda. La cittadinanza diventa effettiva il giorno successivo.

Posso vivere all’estero e chiedere la cittadinanza per matrimonio?

Sì, ma in questo caso il termine è di 3 anni dal matrimonio (invece di 2), sempre ridotto della metà in presenza di figli.

I documenti stranieri vanno tradotti e legalizzati?

Sì. L’atto di matrimonio e gli altri documenti rilasciati all’estero vanno tradotti in italiano e legalizzati o muniti di apostille, secondo le regole del Paese di provenienza.

Il coniuge italiano deve fare qualcosa?

Il coniuge deve essere cittadino italiano e il matrimonio deve risultare valido e trascritto in Italia; alcuni suoi documenti anagrafici possono essere richiesti a corredo della domanda.

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Informazioni aggiornate al 2026, a scopo informativo. La normativa può cambiare: verifica sempre sulle fonti ufficiali (Ministero dell’Interno, portale ALI) o con un professionista.

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