Come ottenere la cittadinanza italiana: guida alle vie e ai requisiti

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Capire come ottenere la cittadinanza italiana è il primo passo di un percorso che può sembrare complesso. In questa guida trovi una panoramica chiara delle vie principali (residenza, matrimonio e discendenza), i requisiti di ciascuna, il livello di italiano richiesto, i costi, i documenti e come si presenta la domanda. Le informazioni sono aggiornate al 2026 e a scopo informativo: verifica sempre i dettagli sulle fonti ufficiali, perché la normativa può cambiare.

Table of Contents

Risposta rapida: le principali vie per ottenere la cittadinanza italiana sono la residenza (in genere 10 anni per i non UE), il matrimonio con un cittadino italiano e la discendenza (jure sanguinis). Per le vie per residenza e matrimonio è richiesta una certificazione di italiano di livello B1. La domanda si presenta online sul portale ALI del Ministero dell’Interno.

Quali sono le vie per ottenere la cittadinanza italiana?

Via Requisito principale Serve il B1?
Residenza (naturalizzazione) 10 anni di residenza legale (non UE)
Matrimonio 2 anni in Italia (o 3 all’estero) dal matrimonio
Discendenza (jure sanguinis) Ascendente italiano (genitore o nonno) No

Cittadinanza per residenza (naturalizzazione)

È la via per chi vive stabilmente in Italia. I periodi di residenza legale e continuativa richiesti sono:

  • 10 anni per i cittadini extra UE;
  • 4 anni per i cittadini di un altro Paese UE;
  • 5 anni per rifugiati e apolidi.

Oltre alla residenza, servono redditi sufficienti negli ultimi anni, l’assenza di precedenti penali ostativi e la certificazione di italiano B1.

La residenza deve essere continuativa e regolarmente registrata all’anagrafe per l’intero periodo: interruzioni, cancellazioni o lunghi trasferimenti all’estero possono azzerare il conteggio. Per i cittadini extra UE serve inoltre un permesso di soggiorno valido e ininterrotto. Il requisito dei redditi va dimostrato con la documentazione degli ultimi tre anni, secondo soglie che aumentano in base ai familiari a carico. Per il dettaglio completo, leggi la guida sulla cittadinanza italiana per residenza.

Cittadinanza per matrimonio

Chi è coniugato o unito civilmente con un cittadino italiano può fare domanda dopo:

  • 2 anni di residenza in Italia dal matrimonio;
  • 3 anni se residente all’estero.

In presenza di figli (nati o adottati) i termini si riducono della metà. Anche per questa via è richiesta la certificazione di italiano B1.

Se il matrimonio è stato celebrato all’estero, deve essere trascritto nei registri dello stato civile italiano perché la domanda sia valida. La via per matrimonio vale anche per le unioni civili registrate in Italia. È importante che il vincolo resti valido fino alla concessione: separazione o divorzio possono precludere questa strada. Trovi tutti i dettagli nella guida sulla cittadinanza italiana per matrimonio.

Cittadinanza per discendenza (jure sanguinis)

Chi ha origini italiane può ottenere la cittadinanza per discendenza. Con la riforma del 2025 (Decreto-Legge n. 36/2025), per le domande presentate dopo il 27 marzo 2025 il riconoscimento è limitato a chi ha un genitore o un nonno nato in Italia. Per questa via non è richiesto l’esame di lingua italiana. Trattandosi di una materia in evoluzione, verifica sempre la tua situazione specifica con le autorità competenti.

Per la via per discendenza occorre ricostruire la linea di trasmissione della cittadinanza con i documenti degli ascendenti (atti di nascita, matrimonio e, se necessario, di naturalizzazione), verificando che la cittadinanza non si sia interrotta lungo la catena. Anche se non è richiesto l’esame di lingua, la raccolta e la legalizzazione dei documenti storici può essere complessa. Per l’elenco completo dei requisiti delle diverse vie, consulta la guida sui requisiti della cittadinanza italiana.

Cittadinanza per nascita e casi particolari

Oltre alle tre vie principali, esistono situazioni particolari che seguono regole proprie:

  • Nati in Italia da genitori stranieri: chi nasce in Italia e vi risiede legalmente e senza interruzioni fino ai 18 anni può richiedere la cittadinanza entro un anno dal compimento della maggiore età (per elezione);
  • Figli minori: i figli minori conviventi acquisiscono automaticamente la cittadinanza insieme al genitore che la ottiene;
  • Adozione: il minore straniero adottato da un cittadino italiano acquisisce la cittadinanza;
  • Discendenti oltre la seconda generazione: dopo la riforma del 2025 non rientrano più nella via ordinaria per discendenza, ma potrebbero rientrare in future norme (in discussione) legate alla conoscenza dell’italiano.

Queste situazioni hanno requisiti e termini specifici: verifica sempre la tua posizione con le autorità competenti prima di procedere.

Quale via scegliere in base alla tua situazione

Non esiste una via “migliore” in assoluto: dipende dalla tua storia personale. Alcuni criteri per orientarti:

  • hai un genitore o un nonno nato in Italia? Valuta la via per discendenza, che non richiede l’esame di lingua;
  • sei sposato o unito civilmente con un cittadino italiano? La via per matrimonio ha tempi più brevi (2 anni in Italia) e richiede il B1;
  • vivi stabilmente in Italia da molti anni senza legami di sangue o di matrimonio? La naturalizzazione per residenza (in genere 10 anni) è la tua strada, con B1 e requisiti di reddito;
  • sei cittadino UE residente in Italia? Il periodo per la residenza scende a 4 anni.

Molte persone rientrano in più di una categoria: in questi casi conviene scegliere la via con i requisiti più facili da dimostrare nella propria situazione. Nei paragrafi seguenti trovi il dettaglio del requisito linguistico, dei costi, dei tempi e degli errori da evitare.

Il requisito linguistico: il livello B1

Per le vie per residenza e per matrimonio, dal 2018 è obbligatorio dimostrare una conoscenza dell’italiano almeno pari al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER). L’attestato deve essere rilasciato da un ente certificatore riconosciuto: CILS, CELI, PLIDA o CERT-IT. Una certificazione di livello superiore (B2, C1, C2) è automaticamente valida.

È spesso il passaggio che crea più dubbi. Per capire come funziona la prova e come prepararti, leggi la guida al CILS B1 Cittadinanza e quella al test di cittadinanza italiana. Chi è già in possesso di un titolo di studio italiano può essere esonerato.

Quali certificazioni B1 sono valide

Per il requisito linguistico sono accettate le certificazioni rilasciate dai quattro enti riconosciuti dallo Stato italiano:

  • CILS — Università per Stranieri di Siena;
  • CELI — Università per Stranieri di Perugia;
  • PLIDA — Società Dante Alighieri;
  • CERT-IT — Università Roma Tre.

Tutte hanno lo stesso valore legale ai fini della cittadinanza; la scelta dipende dalla sede più comoda e dal calendario delle sessioni. I certificati non hanno scadenza, quindi conviene ottenere il B1 con anticipo rispetto agli altri documenti, che invece possono scadere. La più diffusa è il CILS B1 Cittadinanza: per capire come è strutturato l’esame e come prepararti, vedi la guida al CILS B1 Cittadinanza.

Come si presenta la domanda di cittadinanza

La domanda si presenta esclusivamente online sul portale ALI Cittadinanza del Ministero dell’Interno, accedendo con SPID o CIE. In sintesi:

  • si compila il modulo telematico in base al requisito (residenza o matrimonio);
  • si allegano i documenti richiesti (tra cui certificato di nascita, casellario giudiziale del Paese d’origine, permesso di soggiorno, redditi e certificazione B1);
  • si paga il contributo di 250 euro e una marca da bollo da 16 euro tramite PagoPA.

Dopo l’invio, la pratica riceve un codice identificativo e i tempi di definizione previsti dalla legge sono di norma fino a 24 mesi, con possibilità di estensione. Per l’elenco ufficiale aggiornato dei requisiti puoi consultare il portale Integrazione Migranti.

Cosa è cambiato con la riforma del 2025

La novità più importante degli ultimi anni riguarda la cittadinanza per discendenza. Con il Decreto-Legge n. 36/2025, per le domande presentate dopo il 27 marzo 2025 il riconoscimento jure sanguinis è limitato a chi ha un genitore o un nonno nato in Italia. Chi ha un antenato italiano più lontano (bisnonno o oltre) non rientra più nella via ordinaria per discendenza. Le vie per residenza e per matrimonio, invece, non sono state modificate da questa riforma: restano legate ai requisiti di residenza, reddito e conoscenza dell’italiano. È una materia in evoluzione, quindi è essenziale verificare la propria posizione al momento della domanda.

Chi è esonerato dal requisito linguistico

Non tutti devono sostenere l’esame di italiano. Sono generalmente esonerati dal requisito B1:

  • chi possiede un titolo di studio rilasciato da una scuola o da un istituto italiano, anche all’estero se riconosciuto;
  • chi ha già una certificazione di livello pari o superiore al B1 (B2, C1, C2);
  • chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione o è titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, nei casi previsti.

Chi non rientra in queste categorie deve ottenere la certificazione prima di presentare la domanda. Per capire come funziona la prova, vedi la guida al test di cittadinanza italiana.

Cosa succede dopo la concessione

Una volta accolta la domanda, il passaggio finale è il giuramento di fedeltà alla Repubblica, che si presta davanti all’ufficiale dello stato civile del Comune di residenza. La cittadinanza si acquista ufficialmente il giorno successivo al giuramento. L’Italia consente la doppia cittadinanza: nella maggior parte dei casi non è necessario rinunciare alla cittadinanza d’origine, ma conviene verificare le regole del proprio Paese, perché alcuni Stati non ammettono la doppia cittadinanza.

I documenti necessari per la domanda

I documenti variano in base alla via, ma in generale servono:

  • certificato di nascita tradotto e legalizzato (o con apostille);
  • casellario giudiziale del Paese d’origine e degli eventuali Paesi di residenza;
  • permesso di soggiorno valido (per i cittadini extra UE);
  • certificazione linguistica B1 (per residenza e matrimonio);
  • documentazione dei redditi degli ultimi tre anni (per la via per residenza);
  • atto di matrimonio trascritto in Italia (per la via per matrimonio);
  • ricevuta del contributo e marca da bollo.

I documenti stranieri vanno sempre tradotti in italiano e legalizzati secondo le regole del Paese di provenienza: è il passaggio che richiede più tempo, quindi conviene iniziare in anticipo.

Quanto costa ottenere la cittadinanza italiana

Il costo principale è il contributo di 250 euro, a cui si aggiunge una marca da bollo da 16 euro, pagabili tramite PagoPA. A questi vanno sommate le spese variabili per la traduzione e legalizzazione dei documenti, per il rilascio del casellario giudiziale nel Paese d’origine e per la certificazione linguistica B1 (in genere intorno ai 100-130 euro). Chi sceglie di farsi assistere da un professionista deve considerare anche l’onorario. Nel complesso, le spese vive oltre al contributo dipendono molto dal Paese d’origine e dal numero di documenti da tradurre.

Quanto tempo ci vuole

I tempi previsti dalla legge per la definizione della pratica sono di norma fino a 24 mesi dalla presentazione della domanda, con possibilità di estensione nei casi più complessi. A questi vanno aggiunti i tempi di preparazione (raccolta e traduzione dei documenti, ottenimento della certificazione B1), che possono richiedere diversi mesi. Dopo l’invio, la pratica riceve un codice identificativo per seguirne lo stato online; durante l’istruttoria la Prefettura può richiedere integrazioni documentali, a cui è importante rispondere entro i termini.

Gli errori più comuni da evitare

  • presentare documenti scaduti, non tradotti o non legalizzati;
  • sottovalutare i tempi per ottenere il casellario giudiziale dall’estero;
  • rimandare la certificazione B1, che spesso diventa il collo di bottiglia della domanda;
  • non verificare la continuità della residenza (per la via per residenza);
  • non trascrivere il matrimonio celebrato all’estero (per la via per matrimonio).

Domande frequenti su come ottenere la cittadinanza italiana

Quanti anni di residenza servono per la cittadinanza italiana?

In genere 10 anni per i cittadini extra UE, 4 anni per i cittadini UE e 5 anni per rifugiati e apolidi.

Serve l’esame di italiano per la cittadinanza?

Sì, per le vie per residenza e per matrimonio serve la certificazione B1. Per la discendenza (jure sanguinis) non è richiesto.

Quanto costa la domanda di cittadinanza?

Il contributo è di 250 euro, a cui si aggiunge una marca da bollo da 16 euro, pagabili tramite PagoPA.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la cittadinanza?

I tempi previsti dalla legge sono di norma fino a 24 mesi dalla presentazione della domanda, con possibili estensioni.

Quale certificazione B1 è valida per la cittadinanza?

Sono valide CILS, CELI, PLIDA e CERT-IT. Anche i livelli superiori (B2, C1, C2) sono accettati e i certificati non hanno scadenza.

Come si presenta la domanda di cittadinanza?

Esclusivamente online, sul portale ALI del Ministero dell’Interno, con accesso tramite SPID o CIE.

Quanti anni di residenza servono per la cittadinanza italiana?

In genere 10 anni per i cittadini extra UE, 4 anni per i cittadini UE e 5 anni per rifugiati e apolidi. Per la via per matrimonio bastano 2 anni in Italia (3 all’estero).

Serve l’esame di italiano per tutte le vie?

No. Serve la certificazione B1 per le vie per residenza e per matrimonio, ma non per la discendenza (jure sanguinis).

Quanto costa in totale la cittadinanza?

Oltre al contributo di 250 euro e alla marca da bollo da 16 euro, vanno considerate le spese variabili per traduzioni, legalizzazioni ed esame B1.

Cosa succede se la domanda viene respinta?

In caso di rigetto è possibile, a seconda dei casi, presentare ricorso o ripresentare la domanda una volta sanato il requisito mancante.

Si può perdere la cittadinanza italiana?

La cittadinanza acquisita è stabile; casi di revoca sono previsti solo in circostanze eccezionali stabilite dalla legge.

Come si segue lo stato della domanda?

Dopo l’invio, la pratica riceve un codice identificativo che permette di controllare lo stato di avanzamento online sul portale ALI.

Si può avere la doppia cittadinanza in Italia?

Sì. L’Italia ammette la doppia cittadinanza: nella maggior parte dei casi non devi rinunciare a quella d’origine. Verifica però le regole del tuo Paese, perché alcuni Stati non la consentono.

Qual è la via più veloce per la cittadinanza?

Dipende dalla situazione personale: chi ha un ascendente italiano diretto può valutare la discendenza (senza esame di lingua), mentre chi è sposato con un cittadino italiano ha tempi più brevi rispetto alla naturalizzazione per residenza.

Serve un avvocato per la domanda di cittadinanza?

Non è obbligatorio: la domanda si presenta autonomamente sul portale ALI. Per situazioni complesse o dubbi sui requisiti, molti preferiscono farsi assistere da un professionista.

La cittadinanza italiana dà diritto anche alla cittadinanza europea?

Sì. Diventando cittadino italiano si acquisisce automaticamente anche la cittadinanza dell’Unione Europea, con i diritti di libera circolazione e soggiorno negli Stati membri.

Che differenza c’è tra cittadinanza e permesso di soggiorno di lungo periodo?

Il permesso di lungo periodo è un titolo di soggiorno a tempo indeterminato, ma resti cittadino straniero; la cittadinanza ti rende cittadino italiano a tutti gli effetti, con diritto di voto e passaporto italiano.

Posso lavorare mentre attendo la decisione sulla cittadinanza?

Sì: durante l’istruttoria mantieni il tuo status di soggiorno regolare e i relativi diritti, incluso quello di lavorare, in base al permesso di cui sei titolare.

Cosa fare se la pratica è in ritardo

Se i tempi si allungano oltre quelli previsti, la prima cosa da fare è controllare lo stato della pratica tramite il codice identificativo sul portale ALI e verificare che non ci siano richieste di integrazione documentale rimaste senza risposta. In caso di ritardi significativi rispetto ai termini di legge, è possibile sollecitare la Prefettura e, nei casi più complessi, valutare le vie di tutela previste dall’ordinamento. Mantenere aggiornati i propri recapiti e rispondere tempestivamente alle richieste è il modo migliore per evitare sospensioni.

Riepilogo: la checklist per la tua domanda

Prima di presentare la domanda di cittadinanza, verifica di avere:

  • il requisito principale della tua via (residenza continuativa, matrimonio valido o ascendenza);
  • la certificazione B1 (per residenza e matrimonio), ottenuta con anticipo;
  • i documenti tradotti, legalizzati o apostillati e non scaduti;
  • il casellario giudiziale del Paese d’origine;
  • la documentazione dei redditi degli ultimi tre anni (per la residenza);
  • l’atto di matrimonio trascritto in Italia (per il matrimonio);
  • SPID o CIE per accedere al portale ALI;
  • la disponibilità per il contributo di 250 euro e la marca da bollo da 16 euro.

Con questi elementi pronti, la domanda procede in modo più rapido e con meno rischi di sospensione.

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Le informazioni di questa guida sono aggiornate al 2026 e hanno scopo puramente informativo. La normativa sulla cittadinanza può cambiare: verifica sempre la tua situazione sulle fonti ufficiali (Ministero dell’Interno, portale ALI) o con un professionista.

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