I gradi dell’avverbio sono le forme che alcuni avverbi assumono per esprimere intensità diverse, proprio come accade con gli aggettivi: positivo, comparativo e superlativo. Sapere come si formano permette di confrontare e graduare le azioni con precisione. In questa guida vediamo che cosa sono i gradi dell’avverbio, come si formano il comparativo e il superlativo, le forme irregolari, con esempi ed esercizi con soluzioni.
Indice
Risposta rapida: molti avverbi, soprattutto quelli di modo e di quantità, hanno tre gradi. Il positivo è la forma base (velocemente, spesso). Il comparativo si forma con più, meno o tanto… quanto (più velocemente, meno spesso). Il superlativo assoluto si forma con -issimamente o con «molto» (velocissimamente, molto spesso). Alcuni avverbi sono irregolari: bene → meglio → benissimo; male → peggio → malissimo.
Che cosa sono i gradi dell’avverbio
I gradi dell’avverbio sono le variazioni di forma che indicano un diverso grado di intensità dell’avverbio. Non tutti gli avverbi hanno i gradi: li hanno soprattutto gli avverbi di modo (velocemente, chiaramente), alcuni avverbi di tempo (spesso, presto, tardi) e di quantità (molto, poco). Come per gli aggettivi, i gradi sono tre: positivo, comparativo e superlativo.
Il grado positivo
Il positivo è la forma base dell’avverbio, senza confronto né rafforzamento: «corre velocemente», «arriva presto», «esce spesso». È il punto di partenza da cui si formano gli altri gradi. Rispetto a questa forma neutra, il comparativo e il superlativo aggiungono l’idea di «più», «meno» o «al massimo».
Il comparativo dell’avverbio
Il comparativo confronta due elementi e ha tre forme.
| Comparativo | Formazione | Esempio |
|---|---|---|
| di maggioranza | più… di / che | Corre più velocemente di me. |
| di minoranza | meno… di / che | Parla meno chiaramente del solito. |
| di uguaglianza | (tanto)… quanto / (così)… come | Lavora tanto diligentemente quanto te. |
Nel comparativo di uguaglianza, «tanto» e «così» si possono spesso omettere: «corre velocemente quanto te», «parla bene come lei».
Il superlativo dell’avverbio
Il superlativo indica il grado massimo e ha due forme. Il superlativo relativo confronta con un gruppo e si forma con «il più / il meno… di tutti»: «è quello che lavora più diligentemente di tutti». Il superlativo assoluto indica l’intensità massima in assoluto e si forma in due modi: con il suffisso -issimamente (velocemente → velocissimamente, chiaramente → chiarissimamente) oppure con «molto» davanti all’avverbio («molto velocemente»). La forma con «molto» è la più comune nel parlato.
Comparativi e superlativi irregolari
Alcuni avverbi hanno forme irregolari, molto usate.
| Positivo | Comparativo | Superlativo assoluto |
|---|---|---|
| bene | meglio | benissimo / ottimamente |
| male | peggio | malissimo / pessimamente |
| molto | (di) più | moltissimo |
| poco | (di) meno | pochissimo |
Attenzione a non dire «più bene» o «più male»: le forme corrette sono «meglio» e «peggio».
Esempi con i gradi dell’avverbio
- Oggi sto meglio di ieri. (comparativo irregolare)
- Corre più velocemente di tutti. (comparativo)
- Ha risposto chiarissimamente. (superlativo assoluto)
- Parla meno spesso di prima. (comparativo di minoranza)
- Mi piace moltissimo. (superlativo)
- È andata peggio del previsto. (comparativo irregolare)
- Lavora tanto bene quanto te. (uguaglianza)
- Scrive benissimo. (superlativo assoluto)
Esercizi sui gradi dell’avverbio
Trasforma l’avverbio nel grado richiesto tra parentesi.
- Sto (comparativo di «bene») di ieri.
- Corre (superlativo assoluto di «veloce») → …
- Parla (comparativo di minoranza) chiaramente ___ del solito.
- Canta (superlativo di «bene»).
- È andata (comparativo di «male») del previsto.
- Studia (comparativo di uguaglianza) diligentemente ___ te.
Soluzioni degli esercizi
- Sto meglio di ieri. (comparativo irregolare di «bene»)
- Corre velocissimamente. (superlativo assoluto)
- Parla meno chiaramente del solito. (comparativo di minoranza)
- Canta benissimo. (superlativo assoluto di «bene»)
- È andata peggio del previsto. (comparativo irregolare di «male»)
- Studia tanto diligentemente quanto te. (uguaglianza)
Errori comuni con i gradi dell’avverbio
- Dire «più bene» o «più male»: le forme corrette sono «meglio» e «peggio».
- Confondere l’avverbio «meglio» con l’aggettivo «migliore»: «sto meglio» (avverbio), «un risultato migliore» (aggettivo).
- Formare male il superlativo in -issimamente: si parte dall’avverbio (velocemente → velocissimamente).
- Dimenticare «di» o «che» nel comparativo: «più veloce di me».
«Meglio/migliore» e «peggio/peggiore»: non confonderli
Un errore molto frequente è confondere gli avverbi «meglio» e «peggio» con gli aggettivi «migliore» e «peggiore». La regola è semplice: meglio e peggio sono avverbi, si riferiscono a un verbo e sono invariabili («sto meglio», «gioca peggio di prima»). Migliore e peggiore sono aggettivi, si riferiscono a un nome e concordano con esso («un risultato migliore», «le condizioni peggiori»). Quindi si dice «oggi sto meglio» (non «sto migliore») e «è un film migliore» (non «un film meglio»). Il test è chiedersi se la parola descrive come si svolge un’azione (avverbio, meglio/peggio) o com’è qualcosa (aggettivo, migliore/peggiore). Questa distinzione è tra gli errori più comuni ed è utile fissarla bene.
Il comparativo con «di» e con «che»
Nel comparativo dell’avverbio bisogna scegliere tra «di» e «che» per introdurre il secondo termine di paragone. Si usa «di» davanti a un nome o a un pronome: «corre più velocemente di Marco», «lavoro più seriamente di te». Si usa «che» quando si confrontano due avverbi, due verbi o due elementi dello stesso tipo: «scrive più chiaramente che velocemente», «è meglio agire che aspettare». Sbagliare questa scelta è un errore comune: «più veloce di me» è corretto, «più veloce che me» no. Ricordare la regola — «di» davanti a nomi e pronomi, «che» negli altri casi — aiuta a costruire comparazioni corrette, un aspetto valutato nella produzione scritta e utile per esprimere confronti precisi.
I gradi dell’avverbio nel CILS
Saper graduare gli avverbi — meglio, più velocemente, benissimo — arricchisce la produzione scritta e orale del CILS, soprattutto quando si confronta e si valuta: «ho studiato più seriamente», «è andata meglio del previsto». Le forme irregolari (meglio, peggio) sono frequentissime e vanno conosciute bene. Vedi anche le lezioni sugli avverbi di modo e sui comparativi e superlativi degli aggettivi, e la guida alla grammatica italiana per il CILS.
Domande frequenti sui gradi dell’avverbio
Quali sono i gradi dell’avverbio?
Positivo (forma base), comparativo (più, meno, tanto… quanto) e superlativo (relativo e assoluto).
Come si forma il comparativo dell’avverbio?
Con «più… di/che» (maggioranza), «meno… di/che» (minoranza) o «tanto… quanto» (uguaglianza): «più velocemente di me».
Come si forma il superlativo assoluto dell’avverbio?
Con il suffisso -issimamente (velocissimamente) o con «molto» davanti all’avverbio (molto velocemente).
Qual è il comparativo di «bene» e «male»?
«Bene» fa «meglio», «male» fa «peggio». Sono forme irregolari: non si dice «più bene» o «più male».
«Meglio» è un avverbio o un aggettivo?
«Meglio» è avverbio (sto meglio); l’aggettivo corrispondente è «migliore» (un voto migliore).
Tutti gli avverbi hanno i gradi?
No: hanno i gradi soprattutto gli avverbi di modo, alcuni di tempo (spesso, presto, tardi) e di quantità (molto, poco).
Vedi anche: le lezioni sugli avverbi di modo e sui comparativi e superlativi, e la guida alla grammatica italiana per il CILS.
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