«Perché o perchè?» è uno degli errori di ortografia più comuni in italiano. La forma corretta è «perché» con l’accento acuto (´) sulla e. La grafia «perchè» con l’accento grave (`) è sempre sbagliata. In questa guida vediamo perché, con la regola dell’accento acuto sulla e chiusa, esempi ed esercizi con soluzioni.
Indice
Risposta rapida: si scrive «perché» con l’accento acuto perché la e finale ha un suono chiuso. «Perchè» con l’accento grave è un errore. La stessa regola vale per le parole con la e chiusa finale: benché, poiché, affinché, né, sé, ventitré, macché. L’accento grave (`) si usa invece sulla e aperta, come in è, cioè, caffè.
Perché o perchè: la forma corretta
La forma giusta è «perché», con l’accento acuto. Scrivere «perchè» con l’accento grave è scorretto, anche se è un errore diffusissimo. Il motivo sta nel suono della e finale: in «perché» la e è chiusa (come nella parola «sete»), e la e chiusa si segnala con l’accento acuto. Con l’accento grave si indicherebbe una e aperta, che non è quella di «perché».
Perché si scrive con l’accento acuto
In italiano ci sono due accenti: l’acuto (´), che indica un suono chiuso, e il grave (`), che indica un suono aperto. La parola «perché» deriva da «per» + «che», e la e finale si pronuncia chiusa: per questo vuole l’accento acuto. È lo stesso motivo per cui si scrivono con l’acuto tutte le parole che finiscono in «-ché» e molte con la e chiusa.
L’accento acuto sulla e chiusa
Prendono l’accento acuto sulla e finale queste parole (le più comuni):
- i composti con «che»: perché, benché, poiché, affinché, giacché, sicché, macché, purché;
- le congiunzioni e i pronomi: né (né… né), sé (sé stesso);
- i numeri: ventitré, trentatré, quarantatré e simili.
In tutti questi casi la e è chiusa e vuole l’accento acuto.
Quando la e ha invece l’accento grave
Alcune parole con la e finale aperta prendono l’accento grave: è (verbo essere), cioè, caffè, tè, ahimè, canapè, e i nomi come Mosè, Giosuè. Qui la e ha un suono aperto, e per questo si usa l’accento grave. È l’unico gruppo in cui, sulla e, si usa il grave: nella maggior parte degli altri casi (perché, né, sé) si usa l’acuto.
Acuto o grave: tabella
| Accento | Suono della e | Esempi |
|---|---|---|
| acuto (é) | chiuso | perché, benché, né, sé, ventitré |
| grave (è) | aperto | è, cioè, caffè, tè |
Esempi con perché e le parole in -ché
- Non so perché non risponde.
- Ti aspetto, benché sia tardi.
- Studia affinché tu possa passare l’esame.
- Non voglio né l’uno né l’altro.
- Pensa solo a sé stesso.
- Ho compiuto ventitré anni.
- Resto a casa poiché piove.
- Prendo un caffè, cioè un espresso.
Esercizi su perché o perchè
Alcune parole sono corrette, altre no. Trova e correggi gli errori, scegliendo tra accento acuto e grave.
- Non capisco perchè lo fai.
- Lui è già arrivato.
- Ti scrivo affinchè tu sappia.
- Vorrei un caffè, grazie.
- Non ho nè tempo nè voglia.
- Ho ventitrè anni.
Soluzioni degli esercizi
- Non capisco perché lo fai. (❌ perchè → ✅ perché: accento acuto)
- Lui è già arrivato. (✅ già corretta: «è» verbo, accento grave)
- Ti scrivo affinché tu sappia. (❌ affinchè → ✅ affinché: accento acuto)
- Vorrei un caffè, grazie. (✅ già corretta: «caffè», accento grave)
- Non ho né tempo né voglia. (❌ nè → ✅ né: accento acuto)
- Ho ventitré anni. (❌ ventitrè → ✅ ventitré: accento acuto)
Errori comuni con perché
- Scrivere «perchè» con l’accento grave: la forma corretta è «perché» con l’acuto.
- Sbagliare «né» e «sé»: vogliono l’accento acuto (né, sé), non grave.
- Mettere l’acuto su «è» e «caffè»: qui la e è aperta, quindi accento grave.
- Dimenticare l’accento del tutto: ❌ perche, poiche → ✅ perché, poiché.
«Perché»: domanda, causa e nome
Oltre alla grafia, è utile sapere che «perché» ha più funzioni, e in tutte si scrive sempre con l’accento acuto. Come avverbio interrogativo introduce una domanda: «Perché non sei venuto?». Come congiunzione causale introduce la causa: «Non sono venuto perché stavo male». Come congiunzione finale (seguita dal congiuntivo) indica lo scopo: «Te lo dico perché tu lo sappia». Può perfino essere un nome: «Voglio sapere il perché di questa scelta», «i tanti perché dei bambini». In ognuno di questi usi la grafia non cambia: sempre «perché» con l’accento acuto. Un piccolo aiuto per la memoria: la parola nasce da «per» + «che», e quella e finale chiusa richiede l’acuto in ogni contesto. Ricordare le sue funzioni aiuta anche a non confonderla con altre congiunzioni causali come «poiché» e «giacché», che seguono la stessa regola dell’accento acuto perché finiscono anch’esse in «-ché».
Perché o perchè nell’esame CILS
«Perchè» con l’accento grave è uno degli errori più notati nella produzione scritta, perché la parola è frequentissima. Ricordare la regola — e chiusa, accento acuto: perché, né, sé, ventitré — ti mette al riparo. Un piccolo aiuto: le parole che finiscono in «-ché» hanno sempre l’accento acuto. Per il quadro completo degli accenti, vedi la lezione sugli accenti in italiano e la guida all’ortografia italiana.
Domande frequenti su perché o perchè
Si scrive perché o perchè?
Si scrive «perché» con l’accento acuto. «Perchè» con l’accento grave è un errore.
Perché «perché» ha l’accento acuto?
Perché la «e» finale ha un suono chiuso, e la «e» chiusa si segnala con l’accento acuto.
Quali altre parole hanno l’accento acuto sulla e?
Benché, poiché, affinché, giacché, sicché, purché, né, sé, ventitré e i numeri composti con «tré».
Quali parole hanno invece l’accento grave sulla e?
È, cioè, caffè, tè, ahimè, canapè: parole con la «e» aperta.
«Né» e «sé» come si scrivono?
Con l’accento acuto: «né» (né… né) e «sé» (sé stesso). L’accento grave (nè, sè) è sbagliato.
Come faccio a ricordare la regola?
Le parole in «-ché» hanno sempre l’accento acuto; sulla «e» il grave si usa quasi solo in è, cioè, caffè, tè.
Vedi anche: le lezioni sugli accenti in italiano e su sé stesso o se stesso, e la guida all’ortografia italiana.
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