Accenti in italiano: acuto, grave e quando si mettono

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Gli accenti in italiano servono a segnalare su quale vocale cade la voce e a distinguere parole che si scrivono uguali. Conoscere la differenza tra accento acuto e grave e sapere quando mettere l’accento grafico è una parte importante dell’ortografia, spesso valutata anche all’esame. In questa guida vediamo quali sono gli accenti italiani, quando si usano, con regole, tabella, esempi ed esercizi con soluzioni.

Risposta rapida: in italiano ci sono due accenti grafici, il grave (à, è, ì, ò, ù), il più comune, e l’acuto (é, ó), usato soprattutto sulla e chiusa di parole come perché, né, sé. L’accento grafico è obbligatorio sulle parole tronche che finiscono con la vocale accentata (città, però, caffè, virtù, lunedì) e su alcuni monosillabi per distinguerli (è/e, dà/da, là/la, sì/si).

Che cosa sono gli accenti in italiano

L’accento indica la sillaba su cui cade la voce quando pronunciamo una parola. Bisogna distinguere due cose: l’accento tonico, che è la maggiore forza di voce su una sillaba (c’è in tutte le parole, ma non sempre si scrive), e l’accento grafico, cioè il segno che si scrive sopra la vocale (à, é, è…). In italiano l’accento grafico si mette solo in alcuni casi ben precisi, non su tutte le parole.

Accento acuto e accento grave

Esistono due segni diversi, che indicano anche un suono diverso della vocale.

Accento Segno Suono Esempi
grave à è ì ò ù vocale aperta città, caffè, così, però, più
acuto é ó vocale chiusa perché, né, sé, poiché, ventitré

Nella pratica, l’unico caso frequente di accento acuto è la e chiusa in parole come perché, benché, affinché, poiché, né, sé, ventitré. In tutti gli altri casi (à, ì, ò, ù) si usa l’accento grave. Sulla e, invece, bisogna scegliere: è (verbo, grave) ma perché (acuto).

Quando si mette l’accento grafico

L’accento grafico è obbligatorio in questi casi:

  • Parole tronche (accentate sull’ultima sillaba) che finiscono in vocale: città, virtù, caffè, però, lunedì, farò, verità, gioventù.
  • Monosillabi con due vocali come già, giù, può, più, ciò, scià.
  • Monosillabi da distinguere da altri uguali: è/e, dà/da, là/la, lì/li, né/ne, sé/se, sì/si, dì/di, tè/te.

Non si mette l’accento, invece, sulle parole piane o sdrucciole (accentate sulla penultima o terzultima sillaba): casa, tavolo, albero non hanno accento grafico.

L’accento sui monosillabi

La maggior parte dei monosillabi non vuole l’accento (qui, qua, no, so, sto, tre, blu). L’accento si mette solo su alcuni, per distinguerli da un altro monosillabo uguale: è (verbo) e e (congiunzione), (verbo) e da (preposizione), là/lì (avverbi) e la/li (articoli), (congiunzione) e ne (pronome), (pronome) e se (congiunzione), (affermazione) e si (pronome), (giorno) e di (preposizione), (bevanda) e te (pronome). Vedi anche la lezione dedicata a dà o da.

Accento o apostrofo?

Un errore comune è confondere l’accento con l’apostrofo. L’accento si mette sulla vocale finale accentata di una parola (però, città); l’apostrofo segnala invece una lettera caduta, per elisione (l’amico) o troncamento (po’, va’). Per questo si scrive un po’ con l’apostrofo, non un pò con l’accento. Approfondisci nella lezione su elisione e troncamento.

Esempi di parole con l’accento

  • Andiamo in città a prendere un caffè.
  • Non so perché sia arrivato in ritardo.
  • Lunedì comincia la nuova settimana.
  • Lui è qui, ma non parla con l’uno l’altro.
  • Pensa solo a stesso.
  • Ho già bevuto un caldo.
  • La verità viene sempre a galla.
  • Vieni qui, non restare .

Esercizi sugli accenti

Alcune parole sono corrette, altre no. Trova e correggi gli errori: metti l’accento dove serve, scegli tra acuto e grave e togli l’accento dove non va.

  1. Non capisco perchè non risponde.
  2. Ho comprato un caffe al bar.
  3. Lui è già partito.
  4. Vado a casà dopo pranzo.
  5. Ne tu ne io possiamo venire.
  6. La città e molto bella.

Soluzioni degli esercizi

  1. Non capisco perché non risponde. (❌ perchè → ✅ perché: accento acuto sulla e)
  2. Ho comprato un caffè al bar. (❌ caffe → ✅ caffè: parola tronca, accento grave)
  3. Lui è già partito. (✅ già corretta: monosillabo con accento)
  4. Vado a casa dopo pranzo. (❌ casà → ✅ casa: parola piana, niente accento)
  5. tu io possiamo venire. (❌ ne → ✅ né: congiunzione, accento acuto)
  6. La città è molto bella. (❌ e → ✅ è: verbo essere)

Errori comuni con gli accenti

  • Scrivere «perchè» con l’accento grave: la forma corretta è perché con l’accento acuto (come né, sé, poiché).
  • Dimenticare l’accento sulle parole tronche: ❌ verita, citta → ✅ verità, città.
  • Mettere l’accento sui monosillabi che non lo vogliono: ❌ sò, quì, sù → ✅ so, qui, su.
  • Confondere accento e apostrofo: ❌ un pò → ✅ un po’ (con l’apostrofo).

Gli accenti nell’esame CILS

Nella produzione scritta gli accenti fanno parte della valutazione dell’ortografia. Errori come «perchè» al posto di «perché», o una parola tronca senza accento («verita»), si notano subito. Ricordare due regole di base — accento grave quasi ovunque, acuto sulla e chiusa di perché/né/sé; accento obbligatorio sulle parole tronche e su alcuni monosillabi — ti mette al riparo dagli errori più comuni. Per completare, vedi la guida all’ortografia italiana e la lezione su elisione e troncamento.

Domande frequenti sugli accenti in italiano

Quanti accenti ci sono in italiano?

Due accenti grafici: il grave (à, è, ì, ò, ù) e l’acuto (é, ó). Il grave è il più comune; l’acuto si usa soprattutto sulla e chiusa.

Quando si usa l’accento acuto?

Sulla e chiusa di parole come perché, benché, affinché, poiché, né, sé, ventitré. In quasi tutti gli altri casi si usa l’accento grave.

Si scrive perché o perchè?

Si scrive «perché» con l’accento acuto. «Perchè» con l’accento grave è un errore.

Quando si mette l’accento sulle parole?

Sulle parole tronche che finiscono in vocale accentata (città, però), su alcuni monosillabi con due vocali (già, più) e sui monosillabi da distinguere (è, dà, là, sì).

Qual è la differenza tra accento tonico e grafico?

L’accento tonico è la forza di voce su una sillaba (presente in ogni parola); l’accento grafico è il segno scritto sulla vocale, che si mette solo in certi casi.

Perché «un po’» non ha l’accento?

Perché «po’» è un troncamento di «poco» e vuole l’apostrofo, non l’accento. L’accento riguarda le vocali finali accentate, non le parole tagliate.

Vedi anche: le lezioni su dà o da e un po’ o un pò, e la guida all’ortografia italiana.

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