Permesso di soggiorno di lungo periodo: requisiti, test A2 e domanda

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Il permesso di soggiorno di lungo periodo è il titolo di soggiorno a durata illimitata per chi vive stabilmente in Italia da diversi anni. In questa guida completa vediamo che cos’è, quali sono i requisiti (compreso il test di italiano di livello A2), i documenti necessari, i costi e come si presenta la domanda. Le informazioni sono a scopo informativo e aggiornate al 2026: verifica sempre i dettagli sulle fonti ufficiali, perché la normativa può cambiare.

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Risposta rapida: il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo richiede almeno 5 anni di residenza legale e continuativa in Italia, un reddito adeguato, un alloggio idoneo e il superamento di un test di conoscenza dell’italiano di livello A2. Ha durata illimitata e non deve essere rinnovato, anche se la carta fisica viene aggiornata periodicamente.

Che cos’è il permesso di soggiorno di lungo periodo?

Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è un titolo di soggiorno a tempo indeterminato destinato ai cittadini extra UE che risiedono legalmente in Italia da almeno cinque anni. A differenza dei permessi ordinari, legati a un motivo specifico (lavoro, famiglia, studio) e a una scadenza, questo permesso è stabile e offre maggiori garanzie di permanenza e diritti quasi equiparati a quelli dei cittadini italiani in molti ambiti.

Permesso di lungo periodo o carta di soggiorno: che differenza c’è?

Molte persone cercano ancora “carta di soggiorno”: è il vecchio nome di questo documento. Dal gennaio 2007 la carta di soggiorno per cittadini stranieri è stata sostituita dal permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo: si tratta essenzialmente dello stesso strumento, con la denominazione aggiornata. Attenzione a non confonderlo con la carta di soggiorno per familiari di cittadini UE, che è un documento diverso, riservato ai familiari stranieri di cittadini dell’Unione Europea e con requisiti propri. Trovi il dettaglio nella guida sulla carta di soggiorno.

Quali sono i requisiti?

Per ottenere il permesso di lungo periodo servono, in sintesi:

  • 5 anni di residenza legale e continuativa in Italia con un permesso di soggiorno valido;
  • un reddito adeguato, non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale;
  • un alloggio idoneo, con certificato di idoneità alloggiativa;
  • il superamento del test di italiano di livello A2;
  • l’assenza di condizioni di pericolosità sociale.

Tutti i requisiti devono essere soddisfatti al momento della domanda: la mancanza anche di uno solo comporta il rigetto.

Il requisito del reddito nel dettaglio

Il parametro di riferimento è l’assegno sociale. Per il 2026 l’importo è di circa 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pari a circa 7.101,12 euro annui. Se la domanda riguarda anche i familiari a carico, il reddito richiesto aumenta: in genere l’importo annuo dell’assegno sociale è maggiorato della metà per ogni familiare a carico. Il reddito deve essere lecito e dimostrabile con la documentazione fiscale. È uno dei requisiti più controllati, quindi conviene preparare con cura buste paga, dichiarazioni dei redditi e altra documentazione.

Il test di lingua italiana A2

Per il permesso di lungo periodo è necessario dimostrare una conoscenza dell’italiano almeno pari al livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER). Il test è organizzato gratuitamente dallo Stato tramite le Prefetture e i CPIA, e valuta le competenze di base (ascolto, lettura e comprensione). Prepararsi in anticipo fa la differenza: per capire come funziona la prova ed esercitarti, leggi la guida al test A2 italiano e all’esame A2 italiano.

Sono generalmente esonerati dal test: i minori di 14 anni, chi è affetto da gravi patologie o limitazioni che impediscono l’apprendimento, chi possiede una certificazione di italiano di livello A2 o superiore e chi ha un titolo di studio rilasciato in Italia.

I documenti necessari

Tra i principali documenti richiesti:

  • permesso di soggiorno in corso di validità;
  • passaporto valido;
  • documentazione del reddito (buste paga, dichiarazione dei redditi, CU);
  • certificato di idoneità alloggiativa;
  • attestato del test di italiano A2 (o documento di esonero);
  • marca da bollo e ricevute dei contributi previsti.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta compilando l’apposito kit postale disponibile negli uffici postali abilitati (Sportello Amico) e inviandolo tramite raccomandata. Dopo l’invio si riceve una convocazione presso la Questura per i rilievi foto-dattiloscopici (impronte e foto) e la consegna dei documenti originali. Il permesso viene poi prodotto in formato elettronico e ritirato in Questura. Per le informazioni ufficiali puoi consultare il sito della Polizia di Stato e il portale Integrazione Migranti.

Quanto costa e quanto dura la procedura

I costi comprendono un contributo per il rilascio del permesso di lungo periodo, il costo del permesso elettronico, una marca da bollo e le spese della raccomandata. Gli importi possono variare, quindi conviene verificare le cifre aggiornate al momento della domanda. I tempi di rilascio dipendono dalla Questura competente e possono richiedere alcuni mesi; nel frattempo la ricevuta dell’invio vale come titolo provvisorio.

La durata illimitata e l’aggiornamento della carta

Il permesso di lungo periodo non ha scadenza come titolo di soggiorno. Tuttavia, il supporto fisico (la carta elettronica) va aggiornato periodicamente, in genere ogni 5 anni (ogni 10 anni per i minori), e va aggiornato anche in caso di cambio di residenza, di documento o di dati personali. L’aggiornamento della carta non equivale a un rinnovo del diritto, che resta valido a tempo indeterminato salvo cause di revoca.

I diritti di chi ha il permesso di lungo periodo

Il titolare del permesso di lungo periodo gode di un livello di tutela elevato: può soggiornare stabilmente in Italia, accedere al lavoro e ai servizi pubblici, all’assistenza sociale e sanitaria e, a determinate condizioni, spostarsi e soggiornare in altri Paesi dell’Unione Europea. È inoltre un passo importante nel percorso verso la cittadinanza italiana, che richiede però requisiti ulteriori (tra cui il livello B1 di italiano).

Quando si perde o viene revocato

Il permesso di lungo periodo può essere revocato in alcuni casi, tra cui:

  • assenza dall’Unione Europea per un periodo continuativo superiore a 12 mesi;
  • assenza dall’Italia per più di 6 anni consecutivi;
  • acquisizione del permesso con documenti falsi;
  • motivi di ordine pubblico e sicurezza.

Per questo è importante non interrompere a lungo la propria presenza senza informarsi sulle conseguenze.

Gli esoneri dal test A2

Come anticipato, non tutti devono sostenere il test. Oltre ai minori di 14 anni e a chi ha gravi limitazioni di salute, sono esonerati coloro che hanno già una certificazione di italiano di livello A2 o superiore (ad esempio CILS, CELI, PLIDA) e chi ha conseguito un titolo di studio in Italia. In questi casi è sufficiente allegare la relativa documentazione alla domanda.

Gli errori più comuni da evitare

  • presentare la domanda senza aver superato il test A2 o senza il documento di esonero;
  • non dimostrare un reddito sufficiente, soprattutto con familiari a carico;
  • avere periodi di residenza non continuativi o non registrati;
  • dimenticare il certificato di idoneità alloggiativa;
  • non aggiornare la carta dopo un cambio di residenza o di documento.

Come si contano i cinque anni di residenza

I cinque anni si calcolano a partire dal primo permesso di soggiorno valido e richiedono una presenza continuativa: brevi soggiorni all’estero non interrompono il conteggio, ma assenze prolungate sì. In particolare, un’assenza dall’Italia superiore a sei mesi consecutivi, o comunque a dieci mesi complessivi nell’arco dei cinque anni, può interrompere la continuità richiesta, salvo motivi gravi e documentati. È inoltre necessario che i permessi si siano succeduti senza interruzioni: un periodo trascorso senza un titolo valido, o con un rinnovo richiesto in ritardo, può incidere sul conteggio. Per questo conviene ricostruire con attenzione la propria storia di soggiorno prima di presentare la domanda.

Cosa cambia rispetto al permesso di soggiorno ordinario

La differenza principale è la stabilità. Il permesso ordinario è legato a un motivo specifico (lavoro subordinato, lavoro autonomo, famiglia, studio) e a una scadenza, e va rinnovato regolarmente dimostrando che il motivo persiste. Il permesso di lungo periodo, invece, non è legato a un singolo motivo e non ha scadenza.

Aspetto Permesso ordinario Lungo periodo
Durata A tempo determinato Illimitata
Rinnovo Sì, periodico Solo aggiornamento carta
Test A2 Non richiesto Richiesto
Legame con il motivo No

Per questo il lungo periodo è considerato un traguardo importante per chi vuole stabilizzare la propria vita in Italia.

Il permesso di lungo periodo e i familiari

Anche i familiari del richiedente (coniuge, figli minori, e in certi casi genitori a carico) possono ottenere il permesso di lungo periodo, se soddisfano i requisiti di reddito complessivo e di alloggio e, dove previsto, il test A2. Per i familiari valgono le stesse regole di continuità del soggiorno. È importante indicare correttamente i familiari nella domanda e allegare la documentazione che dimostra il legame e la convivenza.

L’idoneità alloggiativa

Tra i requisiti spesso sottovalutati c’è il certificato di idoneità alloggiativa, che attesta che l’abitazione rispetta i parametri igienico-sanitari e di capienza previsti. Si richiede al Comune o all’ASL competente e i tempi di rilascio non sono immediati: conviene attivarsi per tempo, perché senza questo documento la domanda non può essere completata.

L’accordo di integrazione e il percorso verso il lungo periodo

Chi arriva in Italia con un permesso di durata almeno annuale sottoscrive di norma l’accordo di integrazione, un sistema a punti che impegna a raggiungere alcuni obiettivi, tra cui un livello base di conoscenza dell’italiano e dei principi fondamentali della vita civile. Rispettare l’accordo facilita il percorso di integrazione che porta, dopo cinque anni, al permesso di lungo periodo. Per capire come funziona il sistema a punti, leggi la guida all’accordo di integrazione.

Il permesso di lungo periodo e la mobilità nell’Unione Europea

Uno dei vantaggi del permesso di lungo periodo è la possibilità, a determinate condizioni, di spostarsi e soggiornare in un altro Paese dell’Unione Europea per periodi superiori a tre mesi, ad esempio per lavoro o studio, seguendo le procedure previste dallo Stato di destinazione. Non si tratta di un diritto automatico e illimitato come per i cittadini UE, ma di una facilitazione importante rispetto ai permessi ordinari. Chi intende trasferirsi in un altro Paese UE deve comunque informarsi sulle regole locali, perché ogni Stato applica condizioni proprie per il rilascio del titolo di soggiorno.

Lavoro e diritti sociali

Il titolare del permesso di lungo periodo può svolgere qualsiasi attività lavorativa consentita ai cittadini stranieri, sia subordinata sia autonoma, senza dover legare il permesso a un contratto specifico. Ha inoltre accesso, in condizioni di sostanziale parità con i cittadini italiani, all’assistenza sanitaria, alla previdenza sociale, all’istruzione e ai servizi pubblici. Questa stabilità è uno dei motivi per cui molte persone considerano il permesso di lungo periodo un passaggio fondamentale prima di valutare la domanda di cittadinanza.

Cosa fare in caso di rigetto

Se la domanda viene respinta, il provvedimento indica le motivazioni e i termini per un’eventuale impugnazione. In molti casi il rigetto dipende da un requisito non soddisfatto (reddito insufficiente, test A2 mancante, alloggio non idoneo) che può essere sanato per poi ripresentare la domanda. Nei casi più complessi conviene farsi assistere da un professionista per valutare se presentare ricorso o una nuova istanza.

Domande frequenti sul permesso di soggiorno di lungo periodo

Quanti anni servono per il permesso di lungo periodo?

Servono almeno 5 anni di residenza legale e continuativa in Italia con un permesso di soggiorno valido.

Serve il test di italiano per il permesso di lungo periodo?

Sì, è richiesto un test di conoscenza dell’italiano di livello A2, salvo i casi di esonero previsti.

Che reddito serve?

Un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale (circa 7.101,12 euro per il 2026), maggiorato in presenza di familiari a carico.

Il permesso di lungo periodo scade?

No, il titolo ha durata illimitata. Va aggiornato solo il supporto fisico (la carta), in genere ogni 5 anni.

Carta di soggiorno e permesso di lungo periodo sono la stessa cosa?

Sì: “carta di soggiorno” è il vecchio nome, sostituito dal 2007 dal permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. È diversa la carta di soggiorno per familiari di cittadini UE.

Posso perdere il permesso di lungo periodo?

Sì, ad esempio con assenze prolungate dall’UE o dall’Italia oltre i limiti previsti, o per motivi di ordine pubblico.

Dove si fa il test di italiano A2?

Il test è organizzato gratuitamente dallo Stato tramite le Prefetture e i CPIA.

Il permesso di lungo periodo serve per la cittadinanza?

È un passo utile del percorso, ma la cittadinanza richiede requisiti ulteriori, tra cui il livello B1 di italiano.

Serve il certificato di idoneità alloggiativa?

Sì, è uno dei requisiti: attesta che l’abitazione rispetta i parametri igienico-sanitari e di capienza. Si richiede al Comune o all’ASL e conviene attivarsi in anticipo.

Anche i familiari possono ottenere il lungo periodo?

Sì, coniuge, figli minori e in certi casi genitori a carico possono ottenerlo se soddisfano i requisiti di reddito complessivo, alloggio ed eventuale test A2.

Come si presenta la domanda?

Tramite il kit postale disponibile negli uffici postali abilitati, seguito da una convocazione in Questura per foto e impronte.

Il test di italiano A2 è difficile?

È un livello elementare che verifica le competenze di base. Con un po’ di pratica sul formato è del tutto affrontabile: puoi esercitarti con la guida al test A2 italiano.

Devo rinnovare il permesso di lungo periodo?

No, il titolo non scade. Va aggiornato solo il supporto fisico (la carta), in genere ogni 5 anni o in caso di variazioni dei dati.

Che differenza c’è tra permesso di lungo periodo e cittadinanza?

Il permesso di lungo periodo ti fa restare cittadino straniero con un soggiorno stabile; la cittadinanza ti rende cittadino italiano a tutti gli effetti e richiede requisiti ulteriori, tra cui il livello B1 di italiano.

Devo aver sottoscritto l’accordo di integrazione?

Chi arriva con un permesso di almeno un anno sottoscrive di norma l’accordo di integrazione; rispettarlo agevola il percorso verso il lungo periodo.

Con il permesso di lungo periodo posso lavorare liberamente?

Sì. Puoi svolgere qualsiasi attività lavorativa, subordinata o autonoma, senza legare il permesso a un contratto specifico.

Posso trasferirmi in un altro Paese UE?

A determinate condizioni sì, seguendo le procedure del Paese di destinazione. Non è automatico come per i cittadini UE, ma è una facilitazione rispetto ai permessi ordinari.

Un’assenza dall’Italia mi fa perdere il diritto?

Assenze prolungate possono comportare la revoca: oltre 12 mesi consecutivi fuori dall’UE o oltre 6 anni consecutivi dall’Italia sono tra le cause previste.

Cosa succede se la domanda viene respinta?

Il provvedimento indica le motivazioni e i termini per l’impugnazione. Spesso il requisito mancante può essere sanato e la domanda ripresentata.

Il permesso di lungo periodo è gratuito?

No: sono previsti un contributo, il costo del permesso elettronico, una marca da bollo e le spese postali. Gli importi vanno verificati aggiornati.

Quanto tempo ci vuole per ottenerlo?

I tempi dipendono dalla Questura competente e possono richiedere alcuni mesi; la ricevuta dell’invio vale come titolo provvisorio.

Posso chiedere la cittadinanza dopo il permesso di lungo periodo?

Sì, se maturi i requisiti previsti (in genere 10 anni di residenza per i non UE, oltre al livello B1 di italiano e agli altri requisiti). Il lungo periodo è un passo utile ma non sufficiente da solo.

Cosa devo fare se cambio casa o documento?

Devi aggiornare la carta di soggiorno elettronica: il diritto resta valido, ma il supporto fisico va allineato ai nuovi dati di residenza o al nuovo documento.

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Informazioni aggiornate al 2026, a scopo puramente informativo. La normativa sull’immigrazione può cambiare e gli importi possono essere aggiornati: verifica sempre requisiti, costi e procedure sulle fonti ufficiali (Polizia di Stato, Ministero dell’Interno, portale Integrazione Migranti) o con un professionista.

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