Carta di soggiorno: cos’è, requisiti e come richiederla

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Il termine carta di soggiorno viene ancora usato da molte persone, ma oggi indica documenti diversi. In questa guida chiariamo che cos’è, la differenza tra il permesso di lungo periodo (l’ex carta di soggiorno) e la carta di soggiorno per familiari di cittadini UE, quali sono i requisiti e come si richiede. Informazioni a scopo informativo, aggiornate al 2026: verifica sempre sulle fonti ufficiali.

Risposta rapida: “carta di soggiorno” è il vecchio nome del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, sostituito dal 2007. Esiste inoltre la carta di soggiorno per familiari di cittadini UE, un documento diverso riservato ai familiari stranieri di cittadini dell’Unione Europea. I requisiti e le procedure non sono uguali.

Che cos’è la carta di soggiorno?

Storicamente la carta di soggiorno era il titolo di soggiorno a tempo indeterminato per i cittadini stranieri residenti stabilmente in Italia. Dal gennaio 2007 questo documento ha cambiato nome ed è diventato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Chi cerca “carta di soggiorno” nella maggior parte dei casi intende proprio questo titolo. Per la guida completa, leggi l’articolo sul permesso di soggiorno di lungo periodo.

Carta di soggiorno e permesso di lungo periodo: sono la stessa cosa?

Sì, si tratta dello stesso strumento con la denominazione aggiornata. Il permesso di lungo periodo:

  • ha durata illimitata come titolo di soggiorno;
  • non è legato a un motivo specifico (lavoro, studio, famiglia);
  • richiede l’aggiornamento periodico solo del supporto fisico (la carta elettronica).

È la ragione per cui, nel linguaggio comune, molte persone continuano a chiamarlo “carta di soggiorno”.

La carta di soggiorno per familiari di cittadini UE

Attenzione a non confondere: la carta di soggiorno per familiari di cittadini dell’Unione Europea è un documento diverso. È riservata ai familiari non UE di un cittadino dell’Unione Europea (o italiano) che esercita il diritto di libera circolazione: ad esempio il coniuge extra UE di un cittadino italiano o comunitario. Questa carta:

  • ha in genere una durata di cinque anni;
  • non richiede il test di italiano A2, perché si fonda sul legame familiare con il cittadino UE;
  • si richiede alla Questura con la documentazione che dimostra il rapporto di parentela e il soggiorno del familiare UE.

Se rientri in questa categoria, i requisiti e i tempi sono diversi da quelli del permesso di lungo periodo.

I requisiti per il permesso di lungo periodo (ex carta di soggiorno)

Per la “carta di soggiorno” intesa come permesso di lungo periodo servono:

  • 5 anni di residenza legale e continuativa in Italia;
  • un reddito adeguato, non inferiore all’assegno sociale annuo;
  • un alloggio idoneo;
  • il superamento del test di italiano A2;
  • l’assenza di condizioni di pericolosità sociale.

Il test di italiano A2

Per il permesso di lungo periodo è necessario dimostrare una conoscenza dell’italiano almeno pari al livello A2. Il test è organizzato gratuitamente dallo Stato tramite Prefetture e CPIA. Non è richiesto, invece, per la carta di soggiorno per familiari di cittadini UE. Per prepararti al test, leggi la guida al test A2 italiano e la guida dedicata al test di lingua italiana per la carta di soggiorno.

Come si richiede

La richiesta del permesso di lungo periodo si presenta con il kit postale negli uffici postali abilitati, seguito da una convocazione in Questura per foto e impronte. La carta di soggiorno per familiari di cittadini UE si richiede invece direttamente alla Questura. In entrambi i casi vanno allegati i documenti che dimostrano il possesso dei requisiti.

Durata e aggiornamento

Il permesso di lungo periodo non scade come diritto, ma la carta va aggiornata in genere ogni cinque anni o in caso di variazione dei dati (residenza, documento). La carta per familiari di cittadini UE ha invece una durata di cinque anni ed è rinnovabile.

Come mantenere valida la carta di soggiorno

Per il permesso di lungo periodo, il diritto non scade, ma è importante tenere aggiornato il supporto fisico: la carta va rinnovata come documento in genere ogni cinque anni e aggiornata in caso di cambio di residenza, di stato civile o di documento. Vanno inoltre evitate assenze prolungate dall’Italia e dall’Unione Europea oltre i limiti previsti, che possono comportare la revoca del titolo. Per la carta per familiari di cittadini UE, invece, va richiesto il rinnovo alla scadenza dei cinque anni, se permangono le condizioni legate al familiare comunitario.

Domande frequenti sulla carta di soggiorno

La carta di soggiorno esiste ancora?

Con quel nome no: dal 2007 è diventata il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Resta il nome comune con cui molti la chiamano.

Qual è la differenza con il permesso di lungo periodo?

Non c’è differenza: sono lo stesso documento. “Carta di soggiorno” è semplicemente il vecchio nome.

La carta per familiari di cittadini UE richiede il test A2?

No. Quella carta si fonda sul legame familiare con un cittadino UE e non richiede il test di italiano.

Quanti anni servono per la carta di soggiorno?

Per il permesso di lungo periodo servono 5 anni di residenza legale e continuativa; per la carta per familiari di cittadini UE contano i requisiti legati al familiare comunitario.

La carta di soggiorno scade?

Il permesso di lungo periodo non scade come diritto; va aggiornato solo il supporto fisico. La carta per familiari di cittadini UE dura cinque anni ed è rinnovabile.

Serve un reddito per la carta di soggiorno?

Per il permesso di lungo periodo sì, non inferiore all’assegno sociale annuo. Per la carta per familiari di cittadini UE valgono le condizioni legate al cittadino comunitario.

Devo aggiornare la carta se cambio casa?

Sì. Per il permesso di lungo periodo il diritto resta valido, ma la carta va aggiornata in caso di cambio di residenza, di stato civile o di documento.

La carta di soggiorno serve per la cittadinanza?

È un passo utile del percorso, ma la cittadinanza richiede requisiti ulteriori, tra cui il livello B1 di italiano e i tempi di residenza previsti.

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Informazioni aggiornate al 2026, a scopo informativo. La normativa può cambiare: verifica sempre requisiti e procedure sulle fonti ufficiali (Polizia di Stato, Ministero dell’Interno, portale Integrazione Migranti) o con un professionista.

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