Il congiuntivo imperfetto è il tempo del congiuntivo che si usa per esprimere opinioni, dubbi e desideri riferiti al passato o legati a una condizione: “Pensavo che fossi a casa”, “Se avessi tempo, verrei”, “Vorrei che tu studiassi di più”. È fondamentale per la concordanza dei tempi e per il periodo ipotetico. In questa guida vediamo come si coniuga, i verbi irregolari e quando si usa, con tabella, esempi ed esercizi con soluzioni spiegate, in modo utile anche per l’esame CILS.
Indice
Risposta rapida: il congiuntivo imperfetto si forma con le desinenze -assi, -asse, -assimo, -aste, -assero (verbi in -are), -essi… (verbi in -ere), -issi… (verbi in -ire). Si usa dopo un verbo principale al passato (“Credevo che fosse vero”) e nel periodo ipotetico della possibilità (“Se potessi, verrei”).
Che cos’è il congiuntivo imperfetto
Il congiuntivo imperfetto è un tempo del modo congiuntivo, il modo della soggettività (opinione, dubbio, desiderio). Si usa soprattutto quando la frase principale è al passato o al condizionale, per rispettare la concordanza dei tempi, e nel periodo ipotetico. È strettamente legato al condizionale, con cui forma coppia nelle frasi ipotetiche.
La coniugazione del congiuntivo imperfetto
| Persona | parlare | prendere | dormire |
|---|---|---|---|
| che io | parlassi | prendessi | dormissi |
| che tu | parlassi | prendessi | dormissi |
| che lui/lei | parlasse | prendesse | dormisse |
| che noi | parlassimo | prendessimo | dormissimo |
| che voi | parlaste | prendeste | dormiste |
| che loro | parlassero | prendessero | dormissero |
Nota: la prima e la seconda persona singolare hanno la stessa forma (io/tu parlassi); si distinguono dal contesto.
I verbi irregolari al congiuntivo imperfetto
Pochi verbi sono irregolari, e derivano da radici latine, le stesse dell’imperfetto indicativo: essere → fossi, fosse, fossero; dare → dessi, desse; stare → stessi, stesse; fare → facessi, facesse; dire → dicessi, dicesse; bere → bevessi. Il verbo avere è regolare (avessi, avesse). Se conosci l’imperfetto indicativo (facevo, dicevo, bevevo), ricavi facilmente il congiuntivo.
Quando si usa il congiuntivo imperfetto
- Dopo un verbo al passato: Pensavo che fosse tardi.
- Periodo ipotetico (possibilità): Se avessi soldi, viaggerei.
- Desiderio: Vorrei che tu venissi.
- Dopo il condizionale: Sarebbe bello che piovesse.
- Con “come se”: Parla come se sapesse tutto.
Esempi con il congiuntivo imperfetto
- Credevo che fossi a Roma.
- Se potessi, ti aiuterei.
- Vorrei che tu studiassi di più.
- Pensavamo che arrivasse in ritardo.
- Se avessimo tempo, verremmo.
- Si comporta come se fosse il capo.
- Speravo che facesse bel tempo.
- Era importante che tu dicessi la verità.
Casi particolari: la concordanza dei tempi
La regola è chiara: se il verbo principale è al passato o al condizionale, la subordinata al congiuntivo va all’imperfetto (per la contemporaneità) o al trapassato (per l’anteriorità). Esempi: “Pensavo che fosse a casa” (contemporaneo); “Pensavo che fosse già uscito” (anteriore). Se invece il verbo principale è al presente, si usa il congiuntivo presente (“Penso che sia”). Un errore tipico è usare il congiuntivo presente dopo un verbo al passato.
Esercizi sul congiuntivo imperfetto
Coniuga il verbo al congiuntivo imperfetto.
- Credevo che tu (essere) ______ malato.
- Se (avere, io) ______ tempo, verrei.
- Vorrei che voi (venire) ______ alla festa.
- Pensava che noi (partire) ______ subito.
- Se (potere, tu) ______, cosa faresti?
- Speravo che (fare) ______ bel tempo.
- Era meglio che lui (dire) ______ la verità.
- Parlava come se (sapere) ______ tutto.
Soluzioni degli esercizi
- fossi. (essere, irregolare)
- avessi. (avere, regolare)
- veniste. (venire → -ire)
- partissimo. (partire, noi)
- potessi. (potere)
- facesse. (fare, irregolare)
- dicesse. (dire, irregolare)
- sapesse. (sapere)
Errori comuni
- Usare il congiuntivo presente dopo un verbo al passato: ❌ Pensavo che sia → ✅ Pensavo che fosse.
- Mettere il condizionale dopo “se”: ❌ Se avrei → ✅ Se avessi.
- Sbagliare la radice irregolare: ❌ essevo → ✅ fossi; ❌ facessi (da “facere”) va bene, ma ❌ farei come congiuntivo no.
- Confondere -assimo (noi) con -assero (loro): parlassimo / parlassero.
Congiuntivo imperfetto o trapassato?
Dopo un verbo principale al passato, la scelta tra congiuntivo imperfetto e trapassato dipende dal rapporto temporale. Si usa l’imperfetto per un’azione contemporanea a quella principale: “Pensavo che studiasse” (nello stesso momento). Si usa il trapassato (che io avessi fatto, fossi andato) per un’azione anteriore: “Pensavo che avesse già studiato” (prima). Allo stesso modo, nel periodo ipotetico l’imperfetto esprime la possibilità nel presente (“Se studiassi, passerei”), il trapassato l’irrealtà nel passato (“Se avessi studiato, avrei passato”). Padroneggiare questa distinzione è ciò che separa un B1 solido da un B2.
Altro esercizio: presente o imperfetto?
Scegli il congiuntivo corretto.
- Penso che lui (sia / fosse) stanco.
- Pensavo che lei (sia / fosse) a casa.
- Se (ho / avessi) tempo, verrei.
Soluzioni: 1. sia (principale al presente → congiuntivo presente); 2. fosse (principale al passato → imperfetto); 3. avessi (periodo ipotetico della possibilità).
Il congiuntivo imperfetto nell’esame CILS
Il congiuntivo imperfetto è uno degli argomenti chiave dell’esame CILS ai livelli B1 e B2, perché è indispensabile per la concordanza dei tempi e per il periodo ipotetico. Nella produzione scritta un uso corretto mostra una padronanza avanzata dell’italiano. Ricorda la coppia: “Se + congiuntivo imperfetto, condizionale semplice”. Se ti stai preparando, consulta le guide al CILS B1 Cittadinanza e al CILS B2, e ripassa il periodo ipotetico.
Domande frequenti sul congiuntivo imperfetto
Come si forma il congiuntivo imperfetto?
Con le desinenze -assi/-asse/-assimo/-aste/-assero (-are), -essi… (-ere), -issi… (-ire): parlassi, prendessi, dormissi.
Quando si usa il congiuntivo imperfetto?
Dopo un verbo principale al passato o al condizionale, nel periodo ipotetico della possibilità e con “come se”.
Quali sono i verbi irregolari?
Fossi (essere), dessi (dare), stessi (stare), facessi (fare), dicessi (dire), bevessi (bere). Avere è regolare (avessi).
Perché “io” e “tu” hanno la stessa forma?
Perché la desinenza è identica (parlassi): io e tu si distinguono solo dal contesto o dal pronome.
Come si usa nel periodo ipotetico?
Nella possibilità: “Se + congiuntivo imperfetto, condizionale semplice”: “Se avessi tempo, verrei”.
Che differenza c’è con il congiuntivo presente?
Il presente si usa dopo un verbo al presente (penso che sia); l’imperfetto dopo un verbo al passato (pensavo che fosse).
Il congiuntivo imperfetto si usa solo con “se”?
No: si usa anche dopo verbi di opinione al passato (“Credevo che fosse vero”), dopo il condizionale (“Vorrei che venisse”) e con “come se” (“Parla come se sapesse tutto”).
Come si distingue dal congiuntivo presente?
Dal tempo della principale: presente → congiuntivo presente (penso che sia); passato o condizionale → congiuntivo imperfetto (pensavo che fosse, vorrei che fosse).
Vedi anche: le lezioni sul periodo ipotetico e su congiuntivo o indicativo, per padroneggiare il modo congiuntivo.
Continua a esercitarti con il congiuntivo imperfetto
Il congiuntivo imperfetto diventa naturale con la pratica: prova a costruire frasi ipotetiche (“Se avessi…, farei…”) e a esprimere desideri (“Vorrei che…”). Allenati anche sulla concordanza dei tempi dopo un verbo al passato. È una competenza decisiva per i livelli B1 e B2. Scopri i corsi di Learn Italian With Annalisa per allenarti con esercizi guidati e correzioni: vai ai corsi di italiano →
