Complemento oggetto: che cos’è, come si riconosce ed esempi

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Il complemento oggetto è la parte della frase che completa il significato di un verbo indicando su chi o su che cosa ricade l’azione. Risponde alle domande «chi?» e «che cosa?» ed è uno dei concetti fondamentali dell’analisi logica. In questa guida vediamo che cos’è il complemento oggetto, come si riconosce, il legame con i verbi transitivi, con esempi ed esercizi con soluzioni.

Risposta rapida: il complemento oggetto (o complemento diretto) indica la persona, l’animale o la cosa su cui ricade direttamente l’azione del verbo. Risponde alle domande «chi?» o «che cosa?» e si collega al verbo senza preposizione: «Marco legge un libro» (legge che cosa? un libro). Si trova solo con i verbi transitivi.

Che cos’è il complemento oggetto

Il complemento oggetto è un complemento diretto: si lega al verbo senza l’aiuto di una preposizione. Indica l’oggetto dell’azione, cioè la persona o la cosa che «subisce» ciò che il soggetto fa: «Anna mangia una mela», «Il gatto insegue il topo». Senza il complemento oggetto, molti verbi resterebbero incompleti: «Marco legge…» chiede subito «che cosa?».

Come si riconosce il complemento oggetto

Per trovare il complemento oggetto si pone al verbo la domanda «chi?» (per le persone) o «che cosa?» (per le cose). La risposta, se non è introdotta da una preposizione, è il complemento oggetto. Esempio: «Ho incontrato Luca» → ho incontrato chi? Luca (complemento oggetto). «Bevo un caffè» → bevo che cosa? un caffè (complemento oggetto). Se invece la risposta ha una preposizione («penso a Luca»), non è complemento oggetto ma un altro complemento.

Complemento oggetto e verbo transitivo

Il complemento oggetto esiste solo con i verbi transitivi, cioè i verbi la cui azione può «passare» direttamente su un oggetto: mangiare, leggere, vedere, comprare, amare. I verbi intransitivi (andare, dormire, arrivare) non reggono il complemento oggetto. Un test semplice: se puoi aggiungere «che cosa?» o «chi?» dopo il verbo e la frase ha senso, il verbo è transitivo e ha un complemento oggetto.

Il complemento oggetto partitivo

A volte il complemento oggetto è introdotto dall’articolo partitivo (del, dello, della, dei, delle), che indica una quantità indeterminata: «Compro del pane», «Bevo dell’acqua», «Ho mangiato delle mele». Anche in questi casi si tratta di complemento oggetto, perché risponde a «che cosa?». La particella «ne» può sostituire un complemento oggetto partitivo: «Vuoi del pane? Sì, ne voglio».

Esempi di complemento oggetto

  • Marco legge un libro.
  • Ho incontrato Maria al mercato.
  • Il cane insegue la palla.
  • Compriamo il pane.
  • Amo la musica italiana.
  • Hai visto il film?
  • Studio l’italiano da due anni.
  • Prendo del caffè. (partitivo)

Esercizi sul complemento oggetto

Individua il complemento oggetto in ogni frase (o indica se manca).

  1. I bambini guardano i cartoni animati.
  2. Anna scrive una lettera.
  3. Vado a scuola ogni mattina.
  4. Abbiamo comprato una casa nuova.
  5. Il gatto dorme sul divano.
  6. Ho bevuto dell’acqua fresca.

Soluzioni degli esercizi

  1. I bambini guardano i cartoni animati. (guardano che cosa?)
  2. Anna scrive una lettera. (scrive che cosa?)
  3. Vado a scuola. (nessun complemento oggetto: «a scuola» è complemento di luogo, verbo intransitivo)
  4. Abbiamo comprato una casa nuova. (comprato che cosa?)
  5. Il gatto dorme sul divano. (nessun complemento oggetto: «dormire» è intransitivo)
  6. Ho bevuto dell’acqua fresca. (bevuto che cosa? — partitivo)

Errori comuni con il complemento oggetto

  • Confondere il complemento oggetto (senza preposizione) con altri complementi (con preposizione): «vedo Luca» (oggetto) vs «penso a Luca» (termine).
  • Cercare il complemento oggetto con i verbi intransitivi: non lo hanno.
  • Dimenticare l’accordo del participio con il pronome oggetto: «l’ho vista» (la = Maria).
  • Confondere il soggetto con l’oggetto: il soggetto compie l’azione, l’oggetto la subisce.

Il complemento oggetto e i pronomi diretti

Il legame tra complemento oggetto e pronomi diretti è fondamentale. I pronomi lo, la, li, le sostituiscono proprio il complemento oggetto per evitare ripetizioni: «Hai comprato il pane? Sì, lo ho comprato»; «Vedi Maria? Sì, la vedo». Nei tempi composti, il participio passato concorda con il pronome oggetto che precede: «Hai visto le ragazze? Sì, le ho viste»; «Ho comprato la macchina e l’ho pagata subito». Questa concordanza è uno degli aspetti più valutati nella produzione scritta, perché richiede di riconoscere prima il complemento oggetto e poi accordare il participio. Saper individuare l’oggetto della frase è quindi il punto di partenza per usare i pronomi diretti in modo corretto e naturale.

L’ordine soggetto, verbo, oggetto

In italiano l’ordine più comune della frase è soggetto – verbo – complemento oggetto: «Marco (soggetto) legge (verbo) un libro (oggetto)». È l’ordine naturale e neutro, quello che si usa nella maggior parte dei casi. L’italiano, però, è una lingua abbastanza flessibile: per dare rilievo a un elemento si può cambiare l’ordine, anticipando il complemento oggetto. «Il libro, l’ho già letto» mette in evidenza l’oggetto, ripreso poi dal pronome «lo». Questa costruzione, chiamata dislocazione, è molto usata nel parlato. Riconoscere il soggetto e il complemento oggetto, al di là della loro posizione, aiuta a capire chi compie l’azione e chi la subisce, ed è la base per analizzare correttamente qualsiasi frase.

Il complemento oggetto nel CILS

Riconoscere il complemento oggetto è utile per l’analisi della frase e, soprattutto, per usare correttamente i pronomi diretti (lo, la, li, le), che sostituiscono proprio il complemento oggetto: «Vedi Marco? Sì, lo vedo». Nella produzione scritta e orale del CILS, saper usare bene i pronomi diretti e l’accordo del participio è segno di padronanza. Vedi anche le lezioni sui verbi transitivi e intransitivi e sulla forma passiva, e la guida alla grammatica italiana per il CILS.

Domande frequenti sul complemento oggetto

Che cos’è il complemento oggetto?

È il complemento diretto che indica la persona o la cosa su cui ricade l’azione del verbo, e risponde alle domande «chi?» o «che cosa?».

Come si trova il complemento oggetto?

Si pone al verbo la domanda «chi?» o «che cosa?»: se la risposta non ha una preposizione, è il complemento oggetto.

Il complemento oggetto ha la preposizione?

No: è un complemento diretto, si lega al verbo senza preposizione. «Vedo Luca» (oggetto), non «vedo a Luca».

Con quali verbi si trova il complemento oggetto?

Solo con i verbi transitivi (mangiare, leggere, vedere). I verbi intransitivi non lo reggono.

Che cos’è il complemento oggetto partitivo?

È un complemento oggetto introdotto dall’articolo partitivo (del, della, dei): «compro del pane».

Quale pronome sostituisce il complemento oggetto?

I pronomi diretti lo, la, li, le: «Vedi il film? Sì, lo vedo».

Vedi anche: le lezioni sui verbi transitivi e intransitivi e sui pronomi diretti e indiretti, e la guida alla grammatica italiana per il CILS.

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