Imperfetto indicativo in italiano: coniugazione ed esercizi

Lorem Ipsum is simply dummy text of the printing and typesetting industry. Lorem Ipsum has been the industry’s standard dummy text ever since the 1500s

L’imperfetto indicativo è il tempo del passato che si usa per descrivere, per raccontare le abitudini e per parlare di azioni in corso: “Da bambino giocavo a calcio”, “C’era una volta un re”, “Mentre studiavo, pioveva”. È uno dei tempi più usati per raccontare. In questa guida vediamo come si coniuga, i verbi irregolari, gli usi e la differenza con il passato prossimo, con tabella, esempi ed esercizi con soluzioni, utili anche per l’esame CILS.

Risposta rapida: l’imperfetto si forma con le desinenze -avo, -avi, -ava, -avamo, -avate, -avano (verbi in -are), -evo… (in -ere), -ivo… (in -ire). Si usa per descrivere il passato, per le abitudini (“da bambino giocavo”) e per le azioni in corso (“mentre mangiavo”).

Che cos’è l’imperfetto indicativo

L’imperfetto è un tempo dell’indicativo che presenta un’azione o una situazione del passato come continua, ripetuta o non conclusa. A differenza del passato prossimo (che indica un’azione puntuale e conclusa), l’imperfetto descrive lo sfondo, le abitudini e le circostanze. È il tempo del “com’era” e del “cosa succedeva di solito”.

La coniugazione dell’imperfetto

Persona parlare prendere dormire
io parlavo prendevo dormivo
tu parlavi prendevi dormivi
lui/lei parlava prendeva dormiva
noi parlavamo prendevamo dormivamo
voi parlavate prendevate dormivate
loro parlavano prendevano dormivano

L’imperfetto è uno dei tempi più regolari dell’italiano: bastano le desinenze -avo, -evo, -ivo secondo la coniugazione.

I verbi irregolari all’imperfetto

Pochissimi verbi sono irregolari all’imperfetto, e derivano da radici latine. Essere è l’unico davvero irregolare: ero, eri, era, eravamo, eravate, erano. Altri mantengono la radice antica: fare → facevo, dire → dicevo, bere → bevevo, porre → ponevo, tradurre → traducevo. Sono gli stessi verbi che hanno una radice particolare anche al gerundio e al congiuntivo imperfetto.

Gli usi dell’imperfetto

  • Descrizione nel passato: La casa era grande e aveva un giardino.
  • Abitudine passata: Da bambino giocavo a calcio.
  • Azione in corso: Mentre studiavo, ascoltavo musica.
  • Due azioni contemporanee: Lui leggeva e io cucinavo.
  • Le fiabe: C’era una volta…
  • Ora, età, tempo nel passato: Erano le tre; avevo dieci anni.

Imperfetto o passato prossimo?

La differenza è fondamentale. Il passato prossimo indica un’azione puntuale e conclusa (“Ieri ho mangiato una pizza”). L’imperfetto indica un’azione continua, ripetuta o di sfondo (“Da bambino mangiavo sempre la pizza il sabato”). Spesso i due tempi si combinano: l’imperfetto descrive la situazione, il passato prossimo l’evento che la interrompe: “Dormivo (sfondo) quando ha suonato (evento) il telefono”. Per approfondire, vedi la lezione su passato prossimo o imperfetto.

Esempi con l’imperfetto

  • Da piccolo abitavo in campagna.
  • La nonna faceva sempre la torta.
  • Mentre camminavo, pensavo a te.
  • Ieri faceva molto freddo.
  • C’era una volta una principessa.
  • Erano le otto di sera.
  • Da giovane lui beveva molto caffè.
  • Noi giocavamo in giardino.

Esercizi sull’imperfetto

Coniuga il verbo all’imperfetto.

  1. Da bambino io (giocare) ______ a calcio.
  2. La casa (essere) ______ grande.
  3. Mentre tu (studiare) ______, io cucinavo.
  4. Ogni estate noi (andare) ______ al mare.
  5. Lei (fare) ______ colazione al bar.
  6. Voi (avere) ______ un cane?
  7. Loro (dormire) ______ fino a tardi.
  8. Lui (dire) ______ sempre la verità.

Soluzioni degli esercizi

  1. giocavo. (-are, io)
  2. era. (essere, irregolare)
  3. studiavi. (-are, tu)
  4. andavamo. (-are, noi)
  5. faceva. (fare, irregolare)
  6. avevate. (-ere, voi)
  7. dormivano. (-ire, loro)
  8. diceva. (dire, irregolare)

Errori comuni con l’imperfetto

  • Usare il passato prossimo per le abitudini: ❌ Da bambino ho giocato sempre → ✅ Da bambino giocavo sempre.
  • Sbagliare la radice irregolare: ❌ facevo va bene, ma ❌ faciavo no; ❌ essevo → ✅ ero.
  • Confondere -avamo (noi) e -avano (loro): noi giocavamo, loro giocavano.
  • Usare l’imperfetto per un’azione puntuale conclusa: ❌ Ieri mangiavo una pizza (una volta) → ✅ Ieri ho mangiato una pizza.

L’imperfetto nella narrazione: sfondo ed evento

Nella narrazione, l’imperfetto e il passato prossimo lavorano insieme come in un film. L’imperfetto dipinge lo sfondo: il tempo, il luogo, le emozioni, le azioni in corso (“Era una bella giornata, il sole splendeva, la gente passeggiava”). Il passato prossimo (o il passato remoto nei testi letterari) introduce gli eventi che fanno avanzare la storia (“All’improvviso è arrivato un temporale”). Imparare a distinguere sfondo ed evento è la chiave per raccontare in modo naturale e per capire i testi narrativi, molto frequenti all’esame.

L’imperfetto di cortesia e altri usi

L’imperfetto ha anche usi particolari. L’imperfetto di cortesia ammorbidisce una richiesta: “Volevo un caffè” (più gentile di “voglio”); “Cercavo il signor Rossi”. Nel parlato, l’imperfetto si usa spesso al posto del congiuntivo e del condizionale nel periodo ipotetico (“Se avevo tempo, venivo”), anche se all’esame è meglio la forma con congiuntivo e condizionale. C’è poi l’imperfetto ludico dei bambini: “Facciamo che io ero il re”. Riconoscere questi usi aiuta a capire l’italiano reale.

L’imperfetto nell’esame CILS

L’imperfetto è indispensabile nell’esame CILS per raccontare e descrivere il passato nella produzione scritta e orale, dai livelli A2/B1 in su. Saper alternare imperfetto e passato prossimo (descrizione vs evento) è una delle competenze narrative più valutate. Se ti stai preparando, consulta le guide al CILS A2 e al CILS B1 Cittadinanza, e ripassa passato prossimo o imperfetto.

Domande frequenti sull’imperfetto

Come si forma l’imperfetto indicativo?

Con le desinenze -avo/-avi/-ava… (-are), -evo… (-ere), -ivo… (-ire): parlavo, prendevo, dormivo.

Quali verbi sono irregolari all’imperfetto?

Soprattutto essere (ero, eri, era…). Altri mantengono la radice antica: facevo (fare), dicevo (dire), bevevo (bere).

Quando si usa l’imperfetto?

Per descrivere il passato, raccontare le abitudini (“da bambino giocavo”) e le azioni in corso (“mentre studiavo”).

Qual è la differenza tra imperfetto e passato prossimo?

Il passato prossimo indica un’azione puntuale e conclusa (ho mangiato); l’imperfetto un’azione continua, ripetuta o di sfondo (mangiavo sempre).

Come si dice l’ora al passato?

Con l’imperfetto: “Erano le tre”, “Era l’una”. Anche l’età: “Avevo dieci anni”.

Perché le fiabe usano l’imperfetto?

Perché descrivono una situazione iniziale continua: “C’era una volta un re che viveva in un castello”.

Che cos’è l’imperfetto di cortesia?

È l’uso dell’imperfetto per rendere più gentile una richiesta: “Volevo un’informazione”, “Cercavo il direttore”. Suona più educato del presente.

Si può dire “se avevo tempo, venivo”?

Nel parlato sì, è comune; ma nello scritto e all’esame è meglio la forma corretta “se avessi tempo, verrei” (congiuntivo + condizionale).

L’imperfetto ha desinenze irregolari?

No: le desinenze sono sempre regolari (-vo, -vi, -va, -vamo, -vate, -vano). Cambia solo la radice in pochi verbi come essere (ero), fare (facevo), dire (dicevo).

Quando non si usa l’imperfetto?

Per un’azione singola e conclusa nel passato: in quel caso si usa il passato prossimo (“Ieri ho telefonato a Marco”, non “telefonavo”).

Vedi anche: le lezioni su passato prossimo o imperfetto e sul trapassato prossimo, per raccontare correttamente al passato.

Continua a esercitarti con l’imperfetto

L’imperfetto si impara raccontando: descrivi com’eri da bambino, le tue abitudini e i luoghi del passato, e prova ad alternarlo con il passato prossimo (sfondo ed evento). È una competenza narrativa molto utile all’esame. Scopri i corsi di Learn Italian With Annalisa per allenarti con esercizi guidati e correzioni: vai ai corsi di italiano →

Related Posts

Torna in alto